Frasi sulla shoah per non dimenticare in occasione della Giornata della Memoria 2018
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Frasi sulla shoah per non dimenticare in occasione della Giornata della Memoria 2018

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In una data molto importante come quella del 27 gennaio vogliamo ricordare la grande tragedia dell'Olocausto con le parole di scritori, poeti e pensatori

Giorno della memoria: frasi, poesie e pensieri sulla shoa

Frasi per la Giornata della Memoria 2018: pensieri per non dimenticare

Tra le poche sicurezze della storiografia moderna almeno una, riguardante il Novecento, si può dire ferrea. Il secolo in questione, infatti, è caratterizzato da uno degli eventi più sanguinosi e mortificanti dell’intera storia del genere umano: la Shoah.

L’Olocausto, il massacro di milioni di persone su base etnica, sessuale, politica e genetica, e principalmente di uomini, donne e bambini ebrei a opera del regime nazista, rappresenta una delle pagine più buie di un’intera razza.

Una tragedia che non può essere dimenticata, nonostante le decadi che ci separano dalla costruzione e distruzione dei campi di concentramento, e che viene ricordata ogni anno il 27 gennaio, nella Giornata della Memoria.

Naturalmente sono tantissime le personalità del mondo della letteratura, scrittori, filosofi e poeti, che hanno voluto ricordare in vario modo la Shoah. Ecco perché abbiamo pensato di raccogliere alcune delle frasi più significative e i versi più commoventi scritti sull’argomento.

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Foto: Public Domain Pictures

Frasi sulla Shoah: pensieri sull’importanza della memoria

Iniziamo quindi con una serie di frasi che dovrebbero farci riflettere sull’importanza della Memoria in sé, su quanto una giornata non sia abbastanza se si tratta di un evento unico ed isolato nell’anno: occorre essere in grado di non dimenticare sempre. Questo è l’unico modo per fare sì che certi orrori non si ripetano.

  • Dimenticanza è sciagura, mentre memoria è riscatto.
    (Anneliese Knoop-Graf)
  • Perché la memoria del male non riesce a cambiare l’umanità? A che serve la memoria?
    (Primo Levi)
  • Il progresso, lungi dal consentire il cambiamento, dipende dalla capacità di ricordare… Coloro che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo.
    (George Santayana)
  • Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.
    (Primo Levi)
  • La memoria non è ciò che ricordiamo, ma ciò che ci ricorda. La memoria è un presente che non finisce mai di passare.
    (Octavio Paz)
  • Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo. Senza memoria non esistiamo e senza responsabilità forse non meritiamo di esistere.
    (José Saramago)
  • Tanto grande è il rischio di dimenticare, che occorrerebbe un anniversario di Auschwitz al giorno!
    (Elisa Springer) .
  • In un angolo del campo di concentramento, a un passo da dove si innalzavano gli infami forni crematori, nella ruvida superficie di una pietra, qualcuno, chi?, aveva inciso con l’aiuto di un coltello forse, o di un chiodo, la più drammatica delle proteste: “Io sono stato qui e nessuno racconterà la mia storia”.
    (Luis Sepúlveda)

Frasi su Auschwitz e citazioni celebri sull’Olocausto

Ovviamente ricordare significa sapere cosa è successo. Ecco allora alcune frasi che possono in qualche modo aiutarci a comprendere quali sono i fatti che la Giornata della Memoria non vuole farci dimenticare.

  • Scrivere una poesia dopo Auschwitz è un atto di barbarie.
    (Theodor Adorno)
  • Se Dio esiste, dovrà chiedermi scusa
    (Scritta ritrovata su un muro di Auschwitz)
  • La domanda: Ditemi dove era Dio, ad Auschwitz. La risposta: E l’uomo dov’era?
    (William Clarke Styron)
  • È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo.
    (Anna Frank)
  • Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, né demoniaco né mostruoso.
    (Hannah Arendt)
  • La Shoah, come in ambito ebraico viene chiamato l’Olocausto, termine a suo modo improprio, fu un evento senza precedenti perché mai era stato deciso a tavolino lo sterminio, l’annientamento di un popolo in quanto tale
    (Elena Loewenthal)

Citazioni per la Giornata della memoria: 3 poesie

Infine abbiamo scelto alcuni versi davvero toccanti.

Se questo è un uomo (Primo Levi)
Voi che vivete sicuri / Nelle vostre tiepide case, / voi che trovate tornando a sera / Il cibo caldo e visi amici: / Considerate se questo è un uomo / Che lavora nel fango / Che non conosce pace / Che lotta per un pezzo di pane / Che muore per un sì o per un no. / Considerate se questa è una donna, / Senza capelli e senza nome / Senza più forza di ricordare / Vuoti gli occhi e freddo il grembo / Come una rana d’inverno. / Meditate che questo è stato: / Vi comando queste parole. / Scolpitele nel vostro cuore / Stando in casa andando per via, / Coricandovi alzandovi; / Ripetetele ai vostri figli. / O vi si sfaccia la casa, / La malattia vi impedisca, / I vostri nati torcano il viso da voi. /

Un paio di scarpette rosse (Joyce Lussu)
C’è un paio di scarpette rosse / numero ventiquattro / quasi nuove: / sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica / ‘Schulze Monaco’. / C’è un paio di scarpette rosse / in cima a un mucchio di scarpette infantili / a Buckenwald / erano di un bambino di tre anni e mezzo / chi sa di che colore erano gli occhi / bruciati nei forni / ma il suo pianto lo possiamo immaginare / si sa come piangono i bambini / anche i suoi piedini li possiamo immaginare / scarpa numero ventiquattro / per l’ eternità / perché i piedini dei bambini morti non crescono. / C’è un paio di scarpette rosse / a Buckenwald / quasi nuove / perché i piedini dei bambini morti / non consumano le suole. /

Prima vennero per gli ebrei (sermone del pastore evangelico Martin Niemoeller, erroneamente attribuito a Bertolt Brecht)
Prima vennero per gli ebrei/ e io non dissi nulla perché / non ero ebreo. / Poi vennero per i comunisti / e io non dissi nulla perché / non ero comunista. / Poi vennero per i sindacalisti / e io non dissi nulla perché / non ero sindacalista. / Poi vennero a prendere me. / E non era rimasto più nessuno / che potesse dire qualcosa.

Foto: Wikimedia – Dnalor 01

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Alessio Cappuccio
Cosa faccio nella vita? In pratica scrivo e ogni tanto faccio video e fotografie. Appassionatissimo di cinema, ritorno a scrivere di scuola e università dopo aver sperato di aver detto addio per semp...
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