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Pausa pranzo in università: come organizzarsi al meglio
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Pausa pranzo in università: come organizzarsi al meglio

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Qualche piccolo ma prezioso consiglio su cosa consumare durante la pausa pranzo in università

pausa pranzo

Pausa pranzo, croce e delizia di tutti gli studenti e lavoratori (che non possano contare su una mensa decente). Insomma, è sempre il solito enigma: portarsi il cibo da casa, magari le classiche insalate di pasta o di riso, trangugiare due tramezzini al bar più vicino, mangiare al ristorante, o … saltare del tutto l’appuntamento con il pasto di mezza giornata? Tutte le opzioni presentano dei pro e dei contro, ma sicuramente ce n’è una assolutamente VIETATA (a meno che non vogliate rischiare seriamente di andare in down mentale e fisico, cosa che peraltro pregiudicherebbe anche la qualità del vostro lavoro): non mangiare nulla.

Ovviamente non potete rimanere digiuni, neppure se avete una pausa pranzo super compressa e magari del lavoro da finire. Ma, allora, come gestire questo momento così importante della nostra giornata? Ecco qualche prezioso consiglio…

 

1. Cosa NON fare

Innanzi tutto sottovalutarla!! Non pensiamo basti sgranocchiare una barretta energetica in pochi minuti o un semplice frutto, perché tanto poi faremo una lauta cena una volta rientrati a casa. Questo tipo di scelta è deleterio per il nostro organismo, perché non ci fornisce quelle calorie necessarie per affrontare il resto della nostra giornata e gli impegni mentali e fisici che ci aspettano ancora. Specialmente sbagliato è eliminare i carboidrati complessi, quelli contenuti nel pane, nella pasta, nel riso, che ci forniscono energia a lento assorbimento, che quindi dura nel tempo. La pausa pranzo, infatti, e’ un momento molto importante perché è il perno del ciclo fame-sazietà che deve essere necessariamente regolare e scadenzato per evitare squilibri all’organismo, proprio come il ciclo sonno-veglia. I carboidrati in particolare servono al cervello per funzionare. Altra cosa da evitare (e questo tipo di errore lo commettiamo praticamente tutti) è quella di “liquidare” la pausa pranzo in pochi, rapidi minuti, magari continuando a lavorare al pc o curiosando sui social mentre mastichiamo, invece di approfittare per fare davvero un break e rilassarci un po’. E’ fondamentale staccare mentre si mangia, rilassarsi, masticare con calma, in un certo senso concentrarsi sull’atto del mangiare. Quindi no al pranzo davanti al computer o alla smartphone, e no al mangiare camminando o stando in piedi.

 

2. I cibi No

Cosa non mangiare, è presto detto: niente “schifezze” del genere junk food, cibi unti, fritti, dolciumi confezionati o panini pieni di salse grasse come la maionese che , oltre a non essere salutari, impegnano troppo la digestione non permettendoci così di essere attivi e reattivi nel pomeriggio. Anche le classiche pizzette, i calzoni e i tramezzini comprati al bar sarebbe meglio relegarli solo a qualche occasione ogni tanto, giusto per toglierci uno sfizio. Sarebbe meglio anche tralasciare bevande zuccherate, cole, energy drinks. Al limite, ogni tanto meglio una mezza birra o un bicchiere di vino.

 

3. Cosa mangiare

Bisogna distinguere la pausa pranzo lunga, da quella breve o effettuata in università o nello stesso luogo di lavoro (ufficio, negozio eccetera). Nel primo caso sfruttiamo la grande diffusione di locali, tavole calde, ristoranti, che offrono pasti veloci ma nutrienti per la pausa pranzo. Ottimi per esempio, un bel piatto di pasta , insalata e macedonia. Chi, invece, preferisce portarsi il pranzo pronto da casa, cosa deve scegliere bene. La pausa pranzo fai da te presenta dei rischi: per esempio quello di portarsi, per la fretta, un panino, o una pizza ripiena, che di per sé non sono totalmente da eliminare, ma certo non possono costituire tutti i giorni il pasto principale. Poi il piatto, va da sé, sarà freddo, mentre ogni tanto e’ positivo consumare un bel piatto caldo. In ogni caso l’ideale in questo caso e’ portarsi una bella insalata condita con buon olio d’oliva, con dentro magari del petto di pollo, o del tonno o sgombro al naturale, e un po’ di pane. Per trasportare il cibo attrezzatevi di termos, per mantenere caldo o freddo il cibo, e contenitori ermetici di plastica : ormai ne esistono di tutti i tipi, tutte le misure, colori, forme, fate solo attenzione che si chiudano bene!Insomma, alla fine non è proprio difficile fare, di questo momento così importante della nostra giornata lavorativa, un piccolo e salutare rito.

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Anna Leggeri
Classe 1994, gemelli, bresciana di nascita ma ormai cremonese. Convinta studentessa universitaria di lettere moderne, amo scrivere e non stare mai ferma. Fashion and Australia addicted,adoro il gia...
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