Bye bye maturità: ecco come dovrebbe essere la vita post esami!
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Bye bye maturità: ecco come dovrebbe essere la vita post esami!

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Si suol dire "Non è sempre domenica", ma ora che hai ottenuto la tanto sofferta maturità, puoi esultare tranquillamente! Cazzeggio e via!

post maturità

Il momento che avete sempre in testa e che non di rado vi capita di sognare nelle lunghe notti da un anno a questa parte. Quello per cui vi siete preparati tanto, che avete atteso con trepidazione e quasi con emozione. Chi ci è già passato prima di voi vi ha detto che non è facile sostenere tanta pressione, ma che alla fine quando ci sei dentro ti sembra normale, quasi banale. Se avete pensato che stessimo parlando della maturità, lo stress generato dalla stessa probabilmente farebbe impallidire anche i Club Dogo: parliamo ovviamente di ciò che viene dopo quel terribile esame. Il momento in cui uscite da quella stanza piena di professori stufi quasi quanto voi di essere lì e assaporate la libertà. La fine dell’agonia.

Abituati ai ritmi e ai cicli scolastici, a quasi tutti gli studenti la fine della maturità appare come una conclusione, una liberazione, la fine di ogni dolore in questa valle di lacrime, manco foste improvvisamente ferventi religiosi. Ma la realtà è che se i Queen dovevano mandare avanti lo show anche senza Freddie Mercury, figuriamoci se la vostra vita non vada avanti, e viene anzi investita di impegni e responsabilità. Di cui probabilmente non potrà fregarvi di meno.

Ecco come avrebbe dovuto svolgersi la vostra esistenza dopo la maturità e come invece, inevitabilmente, finirà per andare. Dopo un esame che dovrebbe essere vietato dalla Convenzione di Ginevra, non si pretenderà forse di avere il test d’ingresso da cui potrebbe dipendere la vostra vita dopo un paio di mesi, no?

 

LA FINE DELL’ORALE

Come dovrebbe essere: dopo che la commissione termina le sue domande e vi invita a uscire dall’aula, ringraziate stringendo la mano a ogni professore. Uscite, salutate gli amici, magari andate a fare un aperitivo veloce per brindare al completamento delle prove. Ma uno di numero, sono pur sempre le 11 del mattino.

 

Come sarà: vi catapultate fuori dall’aula, e forse è un bene che non diciate una parola all’intera commissione perché probabilmente uscirebbero tutti gli insulti repressi per 5 lunghi anni. Vi strappate di dosso la camicia madida di sudore con urla disumane, e se per caso avete anche un colorito olivastro vi scambiano immediatamente per l’incredibile Hulk. Correte fuori esultando e stappando lo spumante del discount portato da casa, che ormai ha raggiunto una piacevole temperatura termale. Ve lo scolate comunque e poi via al primo bar che si trova, e poco importa se è una betola frequentata da soli anziani che giocano a briscola. Tanto meglio anzi: saranno i vostri nuovi attempati amici a offrirvi i bianchetti, perché “l’istruzione è importante, anche se io alla tua età sparavo già ai tedeschi”, in rigoroso dialetto locale. Vi ritrovate la mattina dopo fuori da quello stesso bar, vicini alla vostra scuola, pronti per seguire gli orali dei vostri compagni. E ricominciare il ciclo.

 

IL VIAGGIO POST MATURITA’

Come dovrebbe essere: un bel soggiorno al mare con gli amici di sempre o il partner, organizzato da tempo, per rilassarsi e ricaricare le pile prima di riprendere a studiare in vista dei test d’ingresso universitari.

 

Come sarà: ovviamente non avete organizzato nulla perché “sono sommerso dallo studio”, quando i libri continuano a prendere chili di polvere accanto alla PlayStation ormai fusa. Ma volete partire ad ogni costo, e allora prendete un paio di svitati come voi e vi inerpicate sul primo treno che va verso la riviera romagnola con un asciugamano e un costume come bagaglio. Non ci provate nemmeno a trovare un alloggio, tanto vi addormentate sbronzi marci ogni notte in spiaggia dopo aver preso picche da tutto il locale, e vi svegliate col soave suono dei gabbiani e soprattutto del vigilante che vi intima di andarvene immediatamente. Quando siete al livello “walker” (per i meno esperti: zombie) decidete di tornare a casa a dormire per la prossima era geologica, non prima di esservi accampati in stazione in attesa del treno per casa vostra, tra il biasimo e il disgusto della gente che vi ritiene clandestini con la scabbia o forse anche l’ebola.

 

LA VITA IN VACANZA

Come dovrebbe essere: sicuramente vi rilassate, ma non perdete certo tempo: sveglia presto, giro di curriculum mattutino e poi studio sugli alpha test o organizzazione della vostra iscrizione universitaria, magari fuori sede, con tutto ciò che comporta tra organizzazione, ricerca alloggio o trasloco.

 

Come sarà: il termine “sveglia” assume una vaga connotazione di aramaico antico visto il significato che assume per voi dopo la maturità. Ci si alza quando il corpo si desta naturalmente, cioè da mezzogiorno in poi visti gli orari improponibili in cui tocca il letto. È martedì mattina e siete ancora in coma dalla serata precedente, acquisite completamente le vostre funzioni vitali verso le 17, giusto in tempo per spaparanzarvi in piscina, o al mare se avete la fortuna di abitarci vicino. Decidete che quella sera la passate a casa e a letto presto, perché nell’ultimo mese avete dormito meno di Al Pacino in Insomnia e dovreste anche iniziare a fare qualcosa della vostra vita. Ma vi chiama quel vostro amico, quello che farebbe sembrare Paul Gascoigne un Minore francescano, per chiedervi se andate a fare aperitivo. “Va be, uno tornando a casa posso anche concedermelo”: non serve che vi dica come va a finire.

 

LA RICERCA DI LAVORO

Come dovrebbe essere: avete valutato attentamente ciò che volete fare nella vostra vita e avete ormai scelto di non proseguire con gli studi e cercare lavoro. Compilate un curriculum il più possibile chiaro ma anche accattivante, attaccate una vostro foto in giacca e cravatta e lo mandate ovunque. Vi presentate a un eventuale colloquio sempre in giacca e cravatta cercando di fare la miglior impressione possibile: in fondo, potrebbe essere la vostra fonte di sostentamento per il resto della vostra vita.

 

Come sarà: scegliete di cercarvi un impiego unicamente perché ormai è troppo tardi per quel test d’ingresso, scrivete due righe di curriculum e poi cercate la foto da allegare: scegliete l’unica immagine sulla vostra galleria di Facebook che non rischi seriamente di procurarvi una detenzione immediata, quella cioè in cui siete collassati, dove perlomeno sembra che dormiate serenamente. Meglio gli occhi chiusi che le facce da ebete allegro delle altre.

Se per miracolo vi chiamano per un colloquio, ovviamente questo cadrà al massimo verso le 9 della mattina. Riesumate l’antico manufatto aramaico e lo puntate quindi alle 8, più o meno un’ora dopo che vi siete messi a dormire. Non capite esattamente cosa dica il vostro intervistatore, ma cogliete per caso una richiesta sulle vostre motivazioni riguardo il  lavoro in quell’attività. Nell’offuscamento generale, vi esce non si sa come un “Be, mi spasso nel vedere la gente a spasso”, e vi accorgete subito di quello che avete appena detto. Pregate ogni santo del Paradiso perché la persona che avete davanti non abbia una gran cultura cinematografica. Lo guardate in faccia: presumibilmente ce l’ha, eccome.

 

IL TEST D’INGRESSO UNIVERSITARIO

Come dovrebbe essere: non c’è tempo da perdere! Vi prendete giusto qualche giorno di pausa dopo la maturità, ma poi si riparte subito con quiz, alpha test, prove degli scorsi anni e scarrellate di cultura generale di ogni genere. Quel corso universitario è ciò che avete sempre voluto fare e dovete passare il test ad ogni costo per non perdere l’anno.

 

Come sarà: risucchiati nel circolo vizioso di giornate che iniziano a metà pomeriggio e si concludono col sole già alto, faticate un tantino a riprendere in mano i libri. E così il tempo passa inesorabile e gli alpha test continuano a mantenere intatta la loro copertina di cellophan. “Dopo ferragosto giuro che mi chiudo in biblioteca”: quel cellophan ovviamente viene strappato ai primi di settembre, e inizia la 24 ore, che invece che a Le Mans si svolge sui libri, ogni giorno. Ma dopo un’estate del genere il vostro cervello è una totale tabula rasa: gli integrali vi ricordano solo quella pasta poco saporita che vi ha cucinato quella vegana conosciuta in spiaggia, la tavola periodica vi ispira soltanto una nuova variante di surf. Rinunciate quando, per prepararvi in cultura generale, leggete il nome del Presidente della Banca Centrale Europea e pensate che Daenerys Targaryen ne ha fatta di strada da quando era regina di Meereen. Punterete a copiare: ci riuscite, ma non entrate per due posti. Karma is a b*tch.

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