20 oggetti e giocattoli che ti faranno sentire “vecchio” (anni ’90 e oltre)
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20 oggetti e giocattoli che ti faranno sentire “vecchio” (anni ’90 e oltre)

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Siamo tutti giovani e di belle speranze finchè qualcuno non ci ricorda che da bambini non avevamo il cellulare, collezionavamo schede telefoniche, ci facevamo i tatuaggi trovati nelle confezioni di patatine e indossavamo le Bull Boys/Lelli Kelli ai piedi e il Flik Flak al polso. E ce ne sono tante altre....

Noi, giovani ventenni, a metà tra l’adolescenza e l’età adulti, noi, che magari non abbiamo ancora le sovrastrutture mentali di un adulto, ma non ci sentiamo neanche più adolescenti in piena crisi ormonale. Noi, non ancora moralisti e bacchettoni, tuttavia, con fare un po’ da anziano che guarda i lavori in corso, quando vediamo un bambino con uno smartphone in mano giocare ai vari QuizDuello e CandyCrush siamo pronti a sentenziare “Ah, io alla loro età mica avevo il cellulare, si giocava all’aria aperta!“.

Fermi, ma cosa facevamo noi, giovani semiadulti cresciuti negli anni ’90 e primi 2000? Bè, facevamo effettivamente cose diverse da quello che fanno i bambini e ragazzini di oggi, non so se migliori o peggiori, ma eccoti 20 giocattoli, oggetti o “situazioni” che hanno segnato la nostra infanzia/pubertà, e che oggi, in molti casi, non esistono più!

1. LA SCHEDA DEL TELEFONO PUBBLICO

Non esiste ragazzo e ragazza cresciuto nel periodo “pre cellulare” che non collezionasse ossessivamente e compulsivamente le schede telefoniche. Ne avevamo a mazzi, chissà poi perchè… ma il gusto del collezionarle non stava tanto nel comprarle e utilizzarle, quanto nel trovarle nelle cabine telefoniche, magari usate e lasciate lì dal precedente proprietario. E più erano a tiratura limitata e più “eravamo fighi”!

schedatelefonica


2. IL TAMAGOTCHI

C’è chi lo voleva per colmare il vuoto del non avere un animale, chi lo voleva perchè era un trend, fatto sta che se non lo avevi ti sentivi davvero escluso dalla società dei piccoli animaletti virtuali. Animaletti virtuali che dovevano essere nutriti e curati al pari di un neonato, e che ti svegliava nel cuore della notte perchè aveva fame, con le parolacce annesse del fratello più grande che dormiva nel letto vicino a te…Tamagotchi


3. I CIUCCI

Retaggio dei ruggenti anni Ottanta, i ciucci erano un vero must per gli adolescenti degli anni Novanta, magari avevi un cugino o un fratello teenager che abbelliva il suo look con decine di ciucci colorati, e tu tentavi di emularlo. L’evoluzione dei ciucci sono stati i biberon colorati, i pesciolini, i delfini, i bambini che si baciano, le tartarughe, le forbici, gli orsetti ecc. ccc…. se cerchi bene in fondo ai cassetti del comodino che non apri da anni secondo me ne trovi ancora un paio!

ciucci


4. LA MOLLA

Uno dei giocattoli must, la mitica molla che in teoria (e solo in teoria) se la mettevi su uno scalino e le davi un colpetto avrebbe dovuto scendere tutte le scale da sola. Inspiegabilmente a nessuno funzionava, quindi diventava un bellissimo braccialetto (se eri bambina) che ovviamente ci andava sempre troppo grande e lo perdevamo!

molla


5. IL FURBY

Se lo hai ancora, vai a prenderlo in cantina e osservalo bene: è il giocattolo più inquietante che potessero invetare! Il Furby era quel pupazzo meccanico meraviglioso che emetteva suoni strani e abbastanza inquietanti, potevi interagire con lui (cosa assolutamente all’avanguardia) prima che, senza preavviso, chiudesse gli occhi e si mettesse a dormire!

furby


6. IL RULLINO DELLA MACCHINA FOTOGRAFICA

Vacanze passate a mettersi in posa davanti ai monumenti perchè mamma voleva immortalarti, “Un po’ più in qua, un po’ più in la!” e poi a sperare che la foto non fosse bruciata o sfocata, che tu non avessi gli occhi rossi e che nell’obbiettivo non rimanesse il passante distratto…e tutto questo lo si scopriva solo quando si portavano le foto dal fotografo a sviluppare. E guai a fotografare cose inutili (vedi piatti di cibo e strade deserte), i rullini Kodak erano sacri, 24 scatti tutti da utilizzare seriamente. Vogliamo parlare poi del dramma di quando era da cambiare e papà ti diceva “Fammi ombra che se prende la luce si bruciano le foto!”

7. I PUSH POP

Uno tra i tanti dolciumi che “ci facevano marcire i denti“, queste sorte di chupa chups allungati contenuti in una confezione cilidrica colorata, che rispecchiava il colore della caramella e il gusto. Che poi la mela verde fosse di un verde brillante, sinonimo delle peggio schifezze chimiche contenute all’interno, poco importava.


8. I BRACCIALI RIGIDI A SCATTO

Quelle sorte di torture cinesi che maschi e femmine si mettevano al braccio dando una vigorosa “bacchettata” al polso affinchè questi strani braccialetti non si chiudevano. Prima in colori tinta unita, poi a strisce/pois/quadrettini, poi raffigurati i loghi dei nostri cartoni preferiti…pomeriggi passati a “bacchettarsi” i polsi a vicenda con gli amici!

bracciale a scatto


9. IL PENNONE A DIECI COLORI

Erano solo dieci? Forse di più… fatto sta che nei nostri astucci da buoni bambini della scuola elementare non poteva mancare quest’arnese, troppo grande per le nostre piccole manine, che aveva tante piccole leve colorate all’estremità, e pigiandole uscivano fuori i vari tubicini di colore (che con grande tristezza si assomigliavano tutti) e soprattutto profumavano delle più varie cose. Non so se l’avete ancora, ma se l’avete e funziona, provatela: oggi quelle fragranze buonissime di fragola, limone e uva puzzano come una piccola fogna.


10. VIDEOCASSETTE E VIDEOREGISTRATORE

Beati i bambini di oggi che hanno sottolissimi lettori DVD e poco ingombranti cd, beati i ragazzini che conoscono lo streaming. Noi no. Per vedere un cartone animato o andavi al cinema, o ti facevi regalare la videocassetta. In quelle belle confezioni di plastica con all’interno strani spunzoni per far stare ferma la cassetta; o peggio, le cassette vergini che servivano per registrare i cartoni che davano in tv dopo il TG… una menzione speciale a tutti i filmini delle comunione e delle cresime dei cugini cancellati brutalmente per registrare Hook Capitan Uncino e film/cartoni/programmi vari.


11. CIOÈ, POP’S E GIORNALINI VARI

Non importa quanti anni avessi, tutte le bambine tra i 6 e i 14 anni cresciute in questo periodo DOVEVANO comprare Cioè o Pop’s. E principalmente per quattro motivi: 1) per collezionare i trucchi presenti come gadget nei giornalini (già, perchè mamma non ci avrebbe mai accompagnato da Kiko a comprare il rossetto), 2) per collezionare gli adesivi presenti sulla copertina e quelli dietro, 3) per appendere in camera i vari poster dei Lunapop/Back Street Boys/Spice Girls/Daniele Bossari/Eminem, 4) per leggere la rubrica di questioni velatamente sessuali curata da Alessandro Cattelan (dove apparivano domande del tipo “Ho baciato in bocca il mio fidanzato, sono incinta?”).


12. LA COLLANA TATTOO

Se eri una bambina/ragazzina e non l’avevi, non eri trendy. La si comprava in edicola, o al limite negli appena citati giornalini. Dopo qualche anno grazie al cielo è passata di moda, e quando l’abbiamo ritrovata nei nostri portagioie tutte ci siamo domandate come facessimo ad andarci in giro, perché era davvero orribile. Ma le vie della moda sono strane e oscure, e la collana tattoo è diventata di nuovo un must in questo periodo…


13. IL 3310

I vari meme e le immagini su Facebook ci ricordano che noi, adolescenti e preadolescenti degli anni Duemila, abbiamo conosciuto la tecnologia grazie all’indistruttibile Nokia 3310. Ma quali iPhone con gli schermi ultradelicati, quali Samsung S6 con la durata della batteria pari a 15 ore! Il Nokia 3310 era indistruttibile, la batteria ci durava una settimana, e soprattutto: aveva Snake. Interi pomeriggi estivi passati in piazza a fare a gara a chi riusciva a mangiare più mele (erano mele quelle che mangiava il serpente? Bah…). E poi lo suonerie composte con l’apposito compositore, i vari loghi con i nomi del nostro fidanzatino o con l’immagine (irriconoscibile) del nostro attore preferito. Una doverosa menzione alla quantità industriale di cover super kitch che ci compravamo alle bancarelle.

3310


14. GLI SMS GRATIS

Nessun adolescente di oggi riuscirà mai a capire il disagio di dove pagare i messaggi, e di avere solo nel mese di Natale o d’estate i 100 SMS gratis al giorno. Eravamo Vodafone (che all’epoca vi ricordo si chiamava Omnitel, con pubblicità annessa di Megane Gale), perché solo questo gestore ci dava le varie Summer Card e Christmas Card. Praticamente la nostra socialità virtuale si scatenava in quei due mesi, nei restanti 10 i messaggi erano scritti con abbreviazioni da far impallidire l’Accademia della Crusca, e soprattutto, se proprio non avevi soldi ImsgSIscrivevanoCOSIxRISPARMIAREspazio. O no?

15. BULL BOYS E LELLI KELLY

Il sogno di qualsiasi bambino, che ora ha tra i 20 e i 25 anni, era avere le Lelli Kelly o le Bull Boys. Perchè? Perchè avevano le luci! E poco importa se quelle meravigliose lucine (le migliori facevano anche i suoni) si bruciavano dopo 10 giorni, affievolendosi sempre di più fino a spegnersi, in quei lasso di tempo brillavano più i tuoi piedi che l’intero palco luci del Coccoricò di Riccione.

16. FLIK FLAK

Metà delle elementari (o prima?), arrivava il momento in cui le maestre chiedevano a tua mamma di smetterla di comprarti le scarpe con lo strappo e iniziare con quelle con i lacci, perchè dovevi imparare ad allacciarle, e soprattutto bisognava comprare un piccolo orologio per imparare a leggere l’ora. E venivamo tutti svezzati con l’orologio Flik Flak, coloratissimo, con le lancette di strane forme. E magari non sapevamo nemmeno leggerlo, ma al polso lo avevano (quasi) tutti.

flik flak


17. TATUAGGI TRASFERIBILI

Li trovavi un po’ ovunque: nelle patatine, nei giornalini, o li compravi direttamente a mazzi in edicola. I più “eleganti” erano piccoli tribali da mettere come braccialetti o cavigliere, ma impazzavano soprattutto piccoli disegni di cartoni animati, da piazzare assolutamente all’interno dell’ avambraccio o al limite sul braccio appena sotto la spalla. Minuti interminabili sotto l’acqua che si trasformavano in un disegnino il più delle volte venuto male che si cancellava in poche ore.

18. PICCOLI BRIVIDI E IL BATTELLO A VAPORE

Come iniziare i bambini alla sacra arte della lettura? Con il Battello a Vapore, chiaramente! Quella meravigliosa collana (che se cerchi in mezzo agli scatoloni in soffitta troverai ancora) di libri con colori diversi in base all’età: bianco per i piccoletti, blu, arancio e poi rosso. Solitamente al rosso non ci si arrivava mai, perché si passava a letture più “impegnative” come “Piccoli brividi”, poi non si dormiva alla notte, ma questa è un’altra storia.

il battello a vapore


19 SUPER TELE E TANGO

Che si giocasse a calcio, pallavolo, basket o qualsiasi altro gioco che implicasse un oggetto sferico da calciare e colpire, il pallone in questione era sempre e solo uno: il Super Tele. Di vari colori molto basici (blu, bianco, giallo e rosso), il Super Tele veniva comprato ai tabacchini o alle edicole prima di andare al mare o prima di andare a giocare in piazza. E si bucava, ce lo bucavano, o misteriosamente si sgonfiava. Poi, se proprio eri un campione in erba, si saliva di grado, e per giocare a calcio si usava il Tango, quel pesantissimo (o forse pesantissimo confronto al peso piuma che era il Super Tele) pallone di cuoio (ma poi sarà stato davvero cuoio?) con cui si facevano le migliori partite…e che a seconda della forza con cui si calciava rompeva agilmente vetri/recinzioni/arti superiori o inferiori dei bambini più piccoli. Una menzione speciale anche al Super Santos, pallone stile da basket in varie versioni: o peso piuma, o mattone tipo Tango.

20. LE FIGURINE PANINI

Il signor Panini ha fatto crescere generazioni di bamini con i suoi album di fotografie (e ha fatto litigare altrettante generazioni di bambini nel momento dello “scambio” delle figurine). I maschietti collezionavano le figurine dei calcio, fisso. Ma gli album erano infiniti, dagli animali ai nostri cartoni animati preferiti. Poi le doppie si legavano con un elastico e si portavano a scuola, e nell’intervallo: via alle contrattazioni!

figurine panini


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Francesca Alberti
Classe 1989, laureata alla magistrale in Arte contemporanea, vive fuorisede a Genova da svariati anni. Le piace leggere e scrivere, crede di essere una grande fotografa e si definisce "una creativa", ...
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