14 cose che probabilmente non sapete su Babbo Natale
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14 cose che probabilmente non sapete su Babbo Natale

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Da dove viene? Come si chiama? Da che personaggio è ispirato? Tutte le curiosità su Babbo Natale che probabilmente non sai!

Babbo Natale, l’omone grosso, grasso e con la faccia simpatica in arrivo nella notte tra il 24 ed il 25 Dicembre… è lui. Forse non sapete che dietro a questa figura ci sono 1000 anni di storie e leggende che ne hanno contribuito a creare il personaggio che conosciamo oggi.

Quindi eccovi tutta la storia della nascita di Babbo Natale con un paio di chicche che sicuramente non sapete.


L’indirizzo di Babbo Natale

Negli Stati Uniti si sostiene che Babbo Natale abiti al Polo Nord, situato per l’occasione in Alaska. Principalmente a nord del Circolo Polare Artico, Babbo Natale trova la temperatura ideale per le sue renne: da – 30º fino a + 18º. ma non solo. I Canadesi stabiliscono la ‘reggia’ di Babbo nei meandri del Quebec… nel 2008 gli è stata addirittura consegnata, di diritto, la cittadinanza canadese. In Europa, invece, la credenza spinge a portare Babbo Natale come residente in Lapponia.

Casa Babbo Natale Lapponia


Babbo Natale è ispirato a… San Nicola

Girano diverse leggende sulla nascita di Babbo Natale. Quella più “realistica” riporta come esso sia ispirato da San Nicola, un greco nato intorno al 280 d.C. che, come riporta augurinatale.it, “nacque da una ricca famiglia e purtroppo rimase orfano quando i genitori morirono di peste. Fu allevato da un monastero e all’età di 17 anni divenne uno dei più giovani preti dell’epoca. Regalò a poco a poco tutta la sua ricchezza ai bambini poveri della sua città natale. La leggenda racconta che era solito donare grandi sacchi di oro o persino gettarli dalla finestra nella strada dove venivano raccolti dai poveri del quartiere. Qualche anno dopo divenne arcivescovo, ma un arcivescovo senza i paramenti ufficiali: solo una lunga barba bianca e e un cappello rosso in testa. Dopo la sua morte fu fatto Santo.”

San Nicola


Non ha sempre avuto una Renna

Parlando delle renne, non sono sempre stati il suo principale ‘mezzo di trasporto’. E’ noto anche per aver usato in precedenza mucche, cavalli, asini e capre. Una volta che, però, il suo personaggio è stato stabilito come ‘vivente’ nel Polo Nord, le renne sono diventate il suo mezzo preferito per gli spostamenti.


Il suo look è stato cambiato diverse volte

Avete presente Babbo Natale vestito di tutto punto, rosso e bianco? Ecco… scordatevelo. C’è stato un lungo processo di cambiamento prima di arrivare a quest’ultimo risultato. Il primo Babbo Natale della storia, così come lo conosciamo, era vestito di verde e indossava una pelliccia. Questo è l’aspetto, tra l’altro, dello “Spirito del Natale presente”, descritto nel famoso libro Canto di Natale di Charles Dickens. La nota divisa rossa, invece, ha origine a Boston nel 1885, a seguito dell’illustrazione di alcune cartoline di Natale ad opera del tipografo Louis Prang.

babbo natale verde


Il suo aspetto non è legato a Coca Cola

Il nome olandese del santo, Sinter Klass, venne importato in America dagli immigrati come Santa Claus, la cui traduzione in italiano è solitamente Babbo Natale. Oggi, però, Babbo Natale ha perso ogni connotazione religiosa e grazie all’inventiva dei pubblicitari di una nota bevanda, la Coca Cola, statunitense divenne il vecchietto vestito di rosso che conosciamo. Negli USA è addirittura nata un’associazione che sostiene la sua esistenza e ne ricerca le prove, la Institute of Scientific Santacluasism. La comune credenza che sia stata la Coca Cola ad inventare Babbo Natale vestito di rosso è sbagliata anche se la campagna pubblicitaria iniziata in maniera prepotente nel 1939, lo ha di fatto rappresentato in tale maniera.

Babbo Coca Cola


Il suo “HoHoHo” è anche il CAP postale

La sua classica risata la sappiamo tutti: “Ho ho ho”. Rappresenta il tentativo di mettere per iscritto la risata grassa di Babbo Natale. Ma forse non sapete che… H0H 0H0 è anche il codice postale usato dalle poste canadesi per lettere spedite dal Canada per Babbo Natale al Polo Nord. La sequenza alfanumerica ricade in un raggruppamento collegato all’area di Montreal, nella provincia canadese del Quebec.


Le usanze della Vigilia per Babbo Natale

Ogni paese ha una sua diversa credenza. Soprattutto nel giorno della Vigilia di Natale. Negli Stati Uniti la tradizione vuole che si lascino un bicchiere di latte e dei biscotti per Babbo Natale; in Inghilterra il suo pasto consiste invece di mince pie e sherry. I bambini inglesi e statunitensi lasciano anche fuori casa una carota per le renne; un tempo veniva detto loro che se non fossero stati buoni tutto l’anno avrebbero trovato nella calza un pezzo dicarbone al posto dei dolci. Secondo la tradizione olandese e spagnola di Sinterklaas, invece, i bambini “mettono fuori la scarpa”, ovvero riempiono una scarpa con del fieno e una carota e prima di andare a dormire la lasciano fuori di casa

Treats babbo natale


Risponde alla lettere dei bambini!

Occhio al titolo. E’ fuorviante. Ovviamente non risponde direttamente lui. Secondo quanto riporta ‘Wikipedia’ in molti paesi, le poste accettano le lettere che i bambini scrivono a Babbo Natale; in alcuni casi le risposte vengono fornite dagli stessi impiegati postali o da volontari. E’ il caso del Canada nel quale è stato predisposto il codice postale visto nel punto numero 6 di questa lista per le lettere indirizzate a Babbo Natale: H0H 0H0. Dal 1982 sono oltre 13.000 gli impiegati delle poste canadesi che si sono offerti volontari per rispondere alle lettere. In altri casi sono associazioni caritatevoli dedicate all’infanzia a rispondere alle lettere che vengono dalle zone più povere o dagli ospedali pediatrici, per dare ai bambini dei doni che altrimenti non potrebbero ricevere.

Immagine: diregiovani.it


Chi chi vive Babbo Natale?

Ma con chi vive Babbo Natale? E’ solo tutto l’anno come la maggior parte delle persone credono? La risposta è no. Il nostro ‘dispensatore di gioie’ ha diversi coinquilini quali:

  • Jessica Maria Claus (dal nome della Madonna), sua consorte e preziosa collaboratrice.
  • Il Consiglio degli Anziani, organo esecutivo del villaggio, presieduto da Santa Claus.
  • Gli gnomi, sono un centinaio e fungono da indispensabili assistenti, ciascuno con un proprio incarico.
  • Le nove renne volanti, accompagnano Babbo Natale nel suo viaggio e si chiamano: Saetta, Ballerino, Schianto, Guizzo, Cometa, Cupido, Tuono, Lampo, Rudolph.


Il suo team di Renne è così composto

Gran parte della tradizione natalizia contemporanea è attribuita alla poesia The Night Before Christmas scritta da Clement Clark Moore nel 1823; nel poema, i nomi delle prime otto renne fanno la loro prima apparizione. La slitta di Babbo Natale è trainata da 8 renne più una (Rudolph) che ne illumina il cammino: Saetta (Dasher), Ballerino (Dancer), Schianto (Prancer), Guizzo (Vixen), Cometa (Comet), Cupido (Cupid), Tuono (Donner), Lampo (Blitzer) e Rudolph.

Renne Babbo Natale


Rudolph è la sua Renna più famosa

Rudolph è forse la renna più famosa al seguito di Babbo Natale. E’ l’ultima arrivata, la nona, del gruppo. La storia narra che Rudolph, renna del Polo Nord possedeva un insolito naso rosso e luminoso. A causa di questa sua strana caratteristica, il piccolo veniva spesso deriso ed emarginato dalle altre renne. Una sera di una Vigilia di Natale, Babbo Natale era preoccupato a causa di una nebbia fittissima che impediva la vista delle sue renne; quando notò il naso luminoso di Rudolph, chiese alla piccola renna se fosse stata disposta ad illuminare il sentiero per rendere possibile la consegna dei regali. Rudolph accettò l’incarico e, da quella notte, venne premiato entrando a far parte della squadra principale delle renne di Babbo Natale.

Rudolph


Usa gli elfi come aiutanti

Per quanto riguarda il rapporto con i mitici gnomi, sembra che Santa Claus si facesse accompagnare dallo gnomo Peter il Nero, che puniva i bambini ancora svegli. Nel tentativo di stemperare questa brutta immagine, gli gnomi divennero abili costruttori di giocattoli, e di Peter il Nero non si seppe più nulla. Secondo fonti inglesi, San Nicola era seguito da un anziano baffuto (simile al Babbo Natale post-Riforma) chiamato Pelznickel che aveva lo stesso ingrato compito di Peter il Nero.

Elfi di Babbo


Possedeva il Santo Graal

Come detto in precedenza in realtà San Nicola non era così ricco da poter comprare doni e cibo per tutti, ricchi e poveri: si narra quindi che fosse in possesso del Santo Graal e con questo si arricchi per poter quindi operare secondo le sue volontà, donando gioia a tutti.


L’ultima leggenda sulla sua nascita

C’è infine un’ulteriore credenza che spinge Babbo Natale ad essere legato ad una storpiatura del modello tedesco, così come rivela ilcambiamento.it sulle sue pagine:

“Fino a questo punto, Babbo Natale è un vecchio con la barba bianca, snello, con un lungo abito verde scuro. L’immagine soffice e tonda che tutti conosciamo di Babbo Natale, nasce nel 1860, quando il Presidente americano Abraham Lincoln, come arma di guerra psicologica nei confronti della Germania, chiese alcaricaturista americano Thomas Nast di ridicolizzare l’immagine del Santa Claus tedesco: Nast lo ingrassò, enfatizzò le curve con una cinta nera in vita e decise che Babbo Natale era certamente nato al Polo Nord, e che doveva avere le guance rosse. Per via della rigida disciplina tedesca, Babbo Natale scriveva una lista dei buoni e dei cattivi. La slitta, che riesce a portare un sacco così grande da contenere regali per i bambini di tutto il mondo, non è altro che una caricatura della mitica Station Wagon.”


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