10 cartoni animati per bambini che hanno qualcosa da insegnare anche agli adulti
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10 cartoni animati per bambini che hanno qualcosa da insegnare anche agli adulti

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Chi ha detto che i cartoni animati sono solo per bambini? Alcuni andrebbero visti (soprattutto!) da grandi.

Tornare bambini si può… servono solo i giusti cartoni animati!

I cartoni animati sono cose per bambini, affermano gli adulti con disprezzo. Gli stessi adulti che poi senza essere invitati si invitano da soli alle uscite al cinema con gli amici, quando c’è da andare a vedere l’ultimo film della Pixar o dello Studio Ghibli.

La coerenza non è certo una virtù delle persone maggiorenni, ma in un certo senso negli ultimi 30 anni (almeno) questo interesse particolare degli adulti per i cartoni animati è stato giustificato: sempre più spesso le storie hanno diversi livelli di lettura e il messaggio che gli autori vogliono lanciare va oltre la solita morale Disney dell’accettare se stessi.

Il tutto però parlando una lingua che è quella dei ragazzi, dunque semplice da comprendere e di immediato impatto. In parole povere difficilmente riuscirete a sfuggire a vostro padre quando vorrete andare a vedere l’ultimo film animato uscito al cinema.

Ma vediamo quali sono i 10 cartoni animati che hanno qualcosa da insegnare anche agli adulti.


La Principessa Mononoke (1997)

Lupi giganti, una foresta incantata, una ragazza selvaggia e una maledizione: ingredienti per una bella storia d’avventura,  se non vi fosse lo zampino di Hayao Miyazaki. Quella di Mononoke è infatti una storia tragica che ci mostra quanto possa essere difficile far convivere le necessità della Natura (con la N maiuscola) e i piccoli bisogni degli uomini, attraverso un conflitto sanguinoso e molto drammatico.


Inside Out (2015)

Si parla della crescita emotiva di una ragazzina alle prese con i primi scombussolamenti psicologici dell’adolescenza, ma la sofistica descrizione del funzionamento della mente è qualcosa che può essere apprezzato sopratutto se si ha avuto modo di riflettere sulle proprie emozioni. E il messaggio finale della necessità della tristezza nella vita è qualcosa che gli adulti hanno già avuto modo di imparare sulla propria pelle.


Toy Story 3 (2010)

La saga dei giocattoli animati della Pixar raggiunge un epilogo per cui la descrizione di “emotivamente devastante” rappresenta un pallido eufemismo. I bambini infatti non hanno ancora avuto modo di abbandonare i giocattoli, mentre gli adulti hanno già avuto modo di dire addio a tutte le cose che li rendevano felici una volta e di sentirsi in colpa per questo motivo. Il film infatti è un invito a mantenere viva quella parte di innocenza perduta.


Il mio vicino Totoro (1988)

Apparentemente semplice e fantasioso, pieno di momento teneri e buffi, Il mio vicino Totoro affronta con grande delicatezza (ma anche con una certa decisione) un momento molto difficile nella vita di ogni ragazzo, ovvero quello in cui ci si accorge che i propri genitori non sono esseri immortali e prima o poi sono destinati a scomparire.


Il gobbo di Notredame (1996)

Nonostante la Disney abbia sempre messo in scena le storie di personaggi oppressi, Il gobbo di Notredame è forse il film più radicale nella scelta di rendere protagonista una personaggio dall’aspetto poco piacevole, che difficilmente potrà sperare di conquistare il cuore della principessa di turno (beh, non a caso una gitana).


Brave (2012)

Spesso le principesse Disney cercano di sfuggire ai doveri derivanti dalla loro posizione regale, ma in questo caso il conflitto tra la protagonista Merida e sua madre è al centro della storia ed è l’elemento scatenante l’incantesimo da scongiurare. Per la prima volta il rapporto figlio – genitore è preso di petto con inusuale realismo, e alla fine non c’è davvero un personaggio che può dirsi vincitore della contesa.


Il castello errante di Howl (2004)

Quante volte i protagonisti dei cartoni animati affrontano delle prove difficoltose per poi diventare più forti e sconfiggere il loro avversario? Quasi sempre, in effetti, ed è infatti insolito vedere i personaggi del film dello studio Ghibli uscire profondamente cambiati – e segnati – dalle insidie che si trovano sul loro sentiero. Gli adulti infatti trasaliranno nel vedere la chioma della giovane Sophie diventare d’argento all’improvviso, ricordando loro il ticchettio dell’orologio biologico.


Megamind (2010)

I buoni sono i buoni, e i cattivi sono i cattivi. O almeno così vorrebbero farci credere la maggior parte dei cartoni animati, che poco riescono a comunicare a un adulto che sa quanto la realtà sia molto più sfumata. Questo film invece ci fa vedere come i confini non siano affatto netti, e come anche il cattivo di turno, che è tale sopratutto per educazione, possa cambiare se gli viene data una possibilità.


Alla ricerca di Nemo (2003)

Tutti ricordano Nemo e Dory come protagonisti di questa avventura acquatica, ma una persona adulta in realtà tenderà a identificarsi con il vero protagonista della storia , Marlin. Un genitore che sin dall’inizio è segnato dal lutto – perde la moglie e gli altri figli – e che allora dedica tutta la propria vita all’unico figlio rimastogli, rischiando di soffocarlo con cure eccessive. Uno scenario che sarà familiare alla maggior parte delle mamme e dei papà.


Il gigante di ferro (1999)

Di storie di amicizie tra personaggi molto diversi – in genere ragazzini e animali – ce ne sono tantissime nell’animazione, ma questa è davvero speciale. In primo luogo perché la differenza è davvero marcata, e poi anche perché il gigante di ferro del titolo rappresenta con una certa preveggenza la crisi migratoria ci cui parlano tutti i giorni i telegiornali: un essere che proviene da lontano e che viene accolto da qualcuno e ritenuto pericoloso da altri.


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Alessio Cappuccio
Cosa faccio nella vita? In pratica scrivo e ogni tanto faccio video e fotografie. Appassionatissimo di cinema, ritorno a scrivere di scuola e università dopo aver sperato di aver detto addio per semp...
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