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Studenti Transgender: arriva il doppio libretto all’Università di Pavia
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Studenti Transgender: arriva il doppio libretto all’Università di Pavia

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Dopo anni di lotta arriva il doppio libretto per gli studenti transgender dell'Università di Pavia

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Doppio libretto per gli studenti transgender a Pavia

La notizia sta rapidamente facendo il giro del mondo: a Pavia arriva il doppio libretto per gli universitari transessuali. Da 4 anni gli studenti Lgbt stanno lottando per ottenere questo riconoscimento dopo un lungo periodo, purtroppo, caratterizzato da vessazioni e disagi. L’ateneo pavese ha così deciso di dare agli studenti transessuali la possibilità di registrarsi con dati alias, oltre a quelli anagrafici. Il provvedimento del doppio libretto, riguarderà così tutti gli studenti che sono in fase di transizione di genere, cercando di facilitare il loro percorso ed evitando il più possibile situazioni di imbarazzo.

Doppia identità all’Università di Pavia per gli studenti trans: cosa cambia

Michela Pompei, presidente di Universigay Pavia, ha spiegato che questo traguardo arriva dopo anni di insistenza al fine di poter essere riconosciuti nella propria identità elettiva: “Finalmente si potrà registrarsi agli esami ed essere nominati Dottori con il nome scelto e voluto con tanta forza e tante battaglie”. Gli studenti transgender hanno raccontato di aver timore che l’aspetto diverso mostrato sul libretto potesse incidere in modo negativo sull’esito dell’esame per via di alcuni pregiudizi dei docenti. Ora, con un nuovo libretto e una nuova identità, gli studenti transessuali si sono dichiarati molto più sereni. Quello di Pavia non è il primo caso di università che adotta un secondo libretto. Ad effettuare questo passo con anticipo sono state altre facoltà come la Statale di Milano, la Bicocca, sempre a Milano, l’Università di Pisa, quella di Genova e l’università di Firenze.

Doppio libretto studenti trans: le testimonianze

Tante le testimonianze di studenti o ex-studenti che hanno raccontato come la paura di farsi conoscere e farsi vedere per ciò che erano realmente li avesse traumatizzati e bloccati nello svolgimento della normale vita quotidiana.  Un esempio è Cecilia, 26 anni, che tre anni fa ha scelto di non essere più Mauro. Nel raccontare la sua storia al Corriere della Sera ha spiegato come sia stata dura spiegare agli altri la sua transizione perchè spesso la parola transessuale, per molti, è sinonimo di prostituzione. Per Cecilia il momento della Laurea, quando il Rettore la chiamerà con il suo nome femminile e non Mauro, è uno dei più attesi e agognati di tutta la sua vita.

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