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Università di Palermo: al via il ricorso contro il numero programmato
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Università di Palermo: al via il ricorso contro il numero programmato

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Continua la lotta contro il numero programmato: questa volta a presentare il ricorso è l'Università di Palermo

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Università: Ricorso contro il Numero Programmato

Questa storia del numero chiuso all’Università proprio non va giù agli studenti. Così, dopo la decisione del Tar del Lazio di abolire il numero programmato all’Università Statale di Milano, l’Unione degli Universitari di Palermo ha deciso di attivarsi per ottenere lo stesso risultato. I rappresentanti dell’UDU hanno così presentato un ricorso interno all’ateneo al rettorato e al Ministero dell’Istruzione.

Nell’Università di Palermo ci sono infatti ancora 39 corsi a numero programmato locale (escludendo quelli a livello nazionale di Medicina, Professioni Sanitarie e Architettura) e, di questi, alcuni hanno anche un numero di richieste inferiori al numero di posti decisi nel bando.

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Udu, ricorso test università numero programmato

Fabrizo Lo Verso, coordinatore UDU Palermo, in conferenza stampa ha spiegato che gli studenti riconoscono all’Amministrazione dell’Ateneo la volontà di aprire i corsi di studio, ma nella maggior parte dei casi l’eliminazione del numero programmato riguarda solo quei corsi per i quali il numero dei candidati era comunque inferiore ai posti messi a disposizione dal bando. L’UDU Palermo ha così deciso di promuovere un’azione politica e legale di impatto contro un sistema universitario che, a loro dire, “non può più permettersi di essere esclusivo”. Fabrizo Lo Verso, sostenuto dall’avvocato Michele Bonetti,  sottolinea poi come l’UDU chieda l’abolizione dei test svolti per immatricolare tutti gli studenti già da quest’anno. Se l’Università di Palermo non dovesse accettare l’istanza si procederà con un ricorso amministrativo, ma la speranza degli studenti è che non ce ne sia bisogno.

Nel comunicato stampa dell’UDU di Palermo si legge inoltre: “Abbiamo preferito – in accordo con la nostra struttura nazionale e con le altre basi – evitare di ricorrere subito dinanzi ad un giudice amministrativo, presentando ufficialmente oggi un ricorso interno per il ritiro in autotutela dei provvedimenti istitutivi del numero chiuso in tutti i corsi di studio a numero programmato locale di UNIPA che non prevedono nella propria offerta formativa la presenza di “laboratori ad alta specializzazione” o di “posti-studio per studente”, che giustificherebbero la limitazione degli accessi”.

La decisione del Tar per l’Università Statale di Milano ha creato un precedente che sempre più rappresentanti degli studenti universitari impugneranno al fine di ottenere la totale eliminazione del numero programmato dagli atenei. È iniziata a tutti gli effetti quindi una vera e propria battaglia legale che, sicuramente, continuerà per molto tempo.

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