Giornata della Memoria: i migliori libri per non dimenticare l’Olocausto
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Giornata della Memoria: i migliori libri per non dimenticare l’Olocausto

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Leggere per non dimenticare l'Olocausto e le vittime della follia nazista, i nostri consigli per la Giornata della Memoria

Libri sulla Shoah: la Giornata della Memoria raccontata attraverso i libri

Il 27 gennaio è la data scelta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per celebrare il Giorno della Memoria in ricordo dei tanti uomini, donne e bambini, vittime della follia nazista.
Sono trascorsi più di 70 anni dall’apertura dei cancelli di Auschwitz e la Shoah è stata raccontata attraverso le storie dei sopravvissuti. Documentari, film, arte, musica, ogni strumento culturale è stato, e continua a essere, l’utile mezzo che ha permesso alle storie dei deportati di sopravvivere all’oblio dei ricordi e diventare testimonianza per le future generazioni.
Tra tutti i modi possibili per raccontare e diffondere le storie di chi ha vissuto il delirio di onnipotenza nazista, ci sono i libri.
In un mondo che corre sempre più veloce, è fondamentale coltivare l’esercizio della lettura perché leggere sazia quella sete di memoria che definisce chi siamo.

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Sono stati tanti i libri pubblicati nel corso di questi 70 anni che ci hanno permesso di comprendere fino in fondo cos’è l’Olocausto e cosa significa.
Grazie alle preziose testimonianze dei sopravvissuti abbiamo imparato a conoscere non solo la storia di vite interrotte o, per chi è uscito dai quei campi, faticosamente ricominciate ma anche l’assurdità che abitava le menti dei carnefici.
I libri sono alleati fondamentali per assimilare il passato e osservare con sguardo più lucido e consapevole il presente in cui ciò che non dovrebbe più accadere continua a ripetersi.

  • Il classico: Il diario di Anna Frank
    Inserito dall’UNESCO nel 2009 nell’Elenco delle Memorie del mondo, questo diario è stato tradotto in varie lingue oltre ad essere oggetto di numerosi adattamenti cinematografici. Quella di Anna, ragazzina ebrea costretta alla clandestinità con la famiglia, catturata nel 1944 dai nazisti e morta nel campo di Bergen-Belsen, è tra le più rappresentative testimonianze della vita imposta agli ebrei negli anni dell’occupazione tedesca.  Il primo contatto con la storia di Anna Frank lo abbiamo tra le mura scolastiche ma la sua valenza storica e la straordinaria tenacia di una giovane donna innamorata della vita ne fanno un classico da leggere e rileggere per salvarsi dall’amnesia in cui col tempo è facile scivolare.
  • Oltralpe: Suite Francese di Irène Némirovsky
    Opera pubblicata postuma, Suite Francese è il racconto di una Francia occupata dai nazisti in cui si muovono personaggi che devono fare i conti con i gradini più bassi dei sentimenti umani dove si poggiano egoismo, indifferenza, vigliaccheria.
    Tra la paura e la guerra si snodano sorti individuali e quotidianità collettiva mentre la Storia continua il suo percorso e decide per Irène. L’autrice venne arrestata dai nazisti e deportata nel 1942 ad Auschwitz dove morirà di tifo circa un mese dopo.
  • Amicizia: L’amico ritrovato di Fred Uhlman
    Tradotto in diciannove lingue, l’opera di Uhlman è la storia dell’amicizia tra due bambini: Hans, di origini ebree, e Konradin, figlio di una nobile famiglia tedesca.
    L’avvento di Hitler al potere e la scelta di appoggiare le politiche naziste da parte della famiglia di Konradin costringerà i due amici ad allontanarsi fino a non frequentarsi più. Ma Konradin avrà davvero rinnegato il suo amico? Ritroviamo Hans, molti anni più tardi, negli Stati Uniti dove si è rifugiato per sfuggire alle persecuzioni. Riceve una lettera da parte del liceo che aveva frequentato con la richiesta di un contributo economico per la costruzione di un monumento dedicato agli studenti caduti durante la guerra. Tra questi Hans trova il nome di Konradin, morto giustiziato per aver partecipato al fallito attentato che doveva mettere fine alla vita di Hitler. Konradin aveva rinnegato gli ideali nazisti e questo consente ad Hans di fare pace con il ricordo del suo grande amico. Il perdono permette all’amicizia di sconfiggere la morte.
  • Testimonianza: Se questo è un uomo di Primo Levi
    Forse la più viva e cruda testimonianza di ciò che accadde nei campi di concentramento. Non vi è da parte di Levi l’intento di dare un giudizio morale o di esprimere condanne nei confronti dei suoi carnefici. Se questo è un uomo è il racconto lucido e razionale, privo di sentimenti di rancore o odio, che vuol narrare i fatti così come sono accaduti lasciando al lettore il dovere di formarsi un’idea e quindi un’opinione su quanto avvenne in quei luoghi.
    Lo si evince sin dall’introduzione che testimonia non solo quello che è stato ma racconta quello che ancora oggi  è in molte parti del mondo.
  • Biografia: Il silenzio dei vivi di Elisa Springer
    Elisa Springer ha attraversato tre campi: Auschwitz, Bergen-Belsen e Theresienstadt. Dopo la sua liberazione per molti anni non rivelò niente di quel che visse per la paura di non essere creduta. Il silenzio dei vivi, come lei stessa afferma nell’incipit, è rivolto soprattutto ai giovani perché sappiano, capiscano e comprendano affinché tali orrori non si ripetano.
  • Sport: Razza di zingaro di Dario Fo
    Non solo gli ebrei sono stati perseguitati dai nazisti. A passare per il camino furono anche altre etnie. In Razza di zingaro Dario Fo racconta la poco conosciuta storia di Johann Trollman, pugile di origine sinti conosciuto come il “pugile danzante” famoso in tutta la Germania per il suo talento e il modo di muovere i piedi come fosse un ballerino.
    Il nazismo gli negherà il titolo di campione dei pesi mediomassimi nonostante la vittoria sul ring e lo costringerà al divorzio per salvare moglie e figlie. Internato nel campo di Neuengamme morirà ucciso da un Kapò che aveva osato sconfiggere durante un incontro di pugilato.
    Solo nel 2003 la federazione dei pugili professionisti tedeschi ha restituito agli eredi la cintura di campione che gli venne ingiustamente sottratta.
  • Infanzia: La portinaia Apollonia di Lia Levi e Emanuela Orciari
    La portinaia Apollonia è un libro illustrato di rara delicatezza destinato ai più piccoli. Come spiegare ai bambini cosa sono il pregiudizio e la guerra? Levi e Orciari lo fanno attraverso la storia di Daniel un bambino ebreo che vive con la mamma costretta a lavorare di nascosto a causa delle leggi razziali. Quello che spaventa Daniel però non è la guerra ma Apollonia la portinaia arcigna che rincorre i bambini con la scopa. Daniel è convinto che Apollonia sia una strega e impaurito cerca di evitarla tanto che quando rientra a casa chiama la mamma perché lo venga a prendere in cortile.
    Ma un giorno la mamma non risponde e una grossa mano afferra Daniel, gli chiude la bocca e lo porta in cantina. Spaventato il bambino capisce che si tratta di Apollonia ed è convinto che la strega voglia mangiarlo ma giunto in cantina trova la mamma che la portinaia ha nascosto ai nazisti venuti a portarli via. Daniel imparerà che spesso le apparenze ingannano e che non sempre le persone sono quello che crediamo. Vincitore del premio Andersen nel 2005 come miglior albo  0/6 anni questo libro è una lettura caldamente consigliata anche ad un pubblico adulto.
  • Omosessualità: Aimée & Jaguar di Erica Fischer.
    Tra i perseguitati del regime nazista ci sono anche gli omosessuali. Se qualcosa in più, anno dopo anno, si è scoperto sul destino riservato agli uomini ben poco si conosce della sorte di quelle donne che furono rinchiuse nei lager perché lesbiche. È un tema delicato che meriterebbe un approfondimento a parte quello della condizione femminile negli anni del Terzo Reich e 
    Aimée & Jaguar  rappresenta una valida lettura per cominciare a comprendere meglio anche questo lato della barbarie nazista. Le due protagoniste di questa storia non sono frutto della fantasia della Fischer ma sono realmente esistite. Si tratta di Lylli Wust, ventinovenne casalinga tedesca, e Felice giovane ragazza ebrea dall’energia contagiosa. Tra le due nasce un affetto che ben presto si tramuta in passione, si scambiano lettere d’amore, poesie, firmano persino un simbolico contratto di matrimonio.
    In una Germania nazista questo amore doppiamente proibito è destinato a finire con la morte di Felice catturata e deportata a Bergen-Belsen.
    Erica Fischer ha raccolto la testimonianza di Lilly Wust per non dimenticare una storia d’amore coraggiosa e tenera come quelle che ancora oggi sono oggetto di violenza e condanna in molte parti del mondo.
  • Disabilità: Zavorre. Storia dell’Aktion T4: l’eutanasia nella Germania Nazista 1939-1945 di Götz Aly
    Una vita che non era degna di essere vissuta tanto da parlare di “morte misericordiosa”. Tra gli orrori del nazismo quello di aver ucciso circa 200.000 cittadini tedeschi tra il 1939 e il 1945 poiché infermi incurabili, malati mentali, epilettici, disabili. Per eliminare quella che Hitler considerava una zavorra era stato messo a punto un programma di eutanasia chiamato Aktion T4 dove T4 è l’abbreviazione di Tiergartenstrasse 4 ovvero indirizzo e numero civico dell’ente pubblico  per la salute e l’assistenza sociale. Götz Aly riporta a galla le storie di quelli che venivano considerati “mangiatori inutili” e lo fa tenendo conto non solo degli eventi della società tedesca di quegli anni ma evidenziando anche la responsabilità individuale di coloro che preferirono dimenticare il nome dei propri parenti pur di non legarsi alle loro infermità.
  • Giusto tra le Nazioni: Giovanni Palatucci, una vita da (ri) scoprire di Nazareno Giusti
    Giovanni Palatucci è stato un poliziotto italiano in servizio alla Questura di Fiume fino al 1944 quando i tedeschi lo arrestano per deportarlo a Dachau dove morirà poco più di un mese prima della liberazione del campo.
    La sua è una figura emblematica al centro di una discussione infarcita di dubbi e polemiche tra chi lo vuole Giusto tra le Nazioni, per aver salvato molti ebrei di Fiume, e chi invece lo accusa di collaborazionismo con i nazisti.
    Nel suo libro Nazareno Giusti prova a fare luce su una storia che si vocifera sia stata organizzata a tavolino per restituire al Vaticano (Palatucci era il nipote del vescovo Giuseppe Maria Palatucci) e allo Stato Italiano una dignità storica messa in discussione dalle controverse scelte di quegli anni.
    Sia le accuse mosse a Giovanni Palatucci che le indagini difensive mostrano delle lacune che potrebbero far riscrivere la Storia. Qual è la verità?

(Foto Cover – Il bambino con il pigiama a righe, Miramax Films, BBC Films, Heyday Films/ Interno – La Vita è bella, Cecchi Gori Group, Melampo Cinematografica)

 

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