Gli studenti imbroglioni rovinano le università italiane: ecco la mia testimonianza!
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Gli studenti imbroglioni rovinano le università italiane: ecco la mia testimonianza!

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Studiare o affidarsi totalmente a trucchetti poco nobili? Solitamente nelle università assistiamo al fenomeno degli studenti imbroglioni. Fanno male al sistema, ecco perché!

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GLI STUDENTI IMBROGLIONI ROVINANO TUTTO: CASO POLITICO

Che la giustizia sia ormai un principio quasi svanito perfino ai piani più alti del sistema politico di uno Stato, è noto a tutti. Quelle che erano le discipline volte a creare e promuovere un ambiente democratico e paritario in tutto e per tutto, sono diventate con gli anni ‘leggi’ (se così si può dire..) plasmate ad immagine e somiglianza delle necessità frettolose dei signori della politica a scapito dell’etica e della morale per cui la Costituzione italiana è stata pensata. Parentesi di critica politica – lo ammetto- che ha come unico scopo quello di voler mostrare come un tale atteggiamento di subdola furbizia si rifletta in maniera indiretta sulla vita quotidiana di un cittadino facente parte di un paese governato da tali ‘esempi’, in particolare sulla vita universitaria: quella vissuta da me, e da te che stai leggendo, probabilmente, quella che ci vede in piedi come zombie in orari per la maggior parte improponibili, risvegliati solo dalla magica tazza di caffè, motore sacro di ogni studente; quella che si svolge in facoltà, nelle aule affollate durante le lezioni, a mensa e anche -perchè no?- la sera nelle piazze, nei pub di fiducia.

 

GLI STUDENTI IMBROGLIONI ROVINANO TUTTO: CASO UNIVERSITARIO

 

La vita universitaria diventa quella fase della vita che ci accresce culturalmente, mentalmente (non sempre..), socialmente e chi più ne ha più ne metta. Siamo messi a dura prova dai professori e dai loro esami che a volte ci sembrano sfide epiche, che ci mandano in crisi perché il tempo stringe, l‘appello si avvicina e noi siamo sempre in alto, altissimo mare con il programma. A questo punto inizia l’audace e delicato paragone politico-studente. Sì, perché nell’istante in cui arriva il momento di dimostrarsi vero studente, rimboccandosi le maniche, facendo rifornimento industriale di caffè (per gli amanti..!) e avere un rapporto facé-à-facé con i libri, dispense, appunti o qualsivoglia scritto, in questo istante si distinguono gli studenti con un minimo di amor proprio e degni di tale titolo dagli studenti che per passare gli esami sono disposti a tutto.. fuorché studiare. Disporre di un cervello non è un privilegio, quindi perché questa malsana idea di non usarlo? Gli escamotage, se così si può dire, per riuscire a passare lo scoglio dello scritto ( o dell’orale più ostico ) di quel corso così insidioso e antipatico, hanno raggiunto livelli di crescita a dir poco clamorosi. Andiamo per ordine. Ecco i 5 metodi utilizzati solitamente per farla franca all’università e superare, senza troppo impegno, un esame universitario.

 

1. Cosidetti ‘bigliettini’ evoluti in scritte sul corpo alla ‘Memento’

Sicuramente è capitato a tutti (anche alla sottoscritta) di dover ricorrere in situazioni di estrema necessità alle annotazioni su foglietti, nascosti ovunque, di formule, nozioni, concetti che fatichiamo a ricordare e che consideriamo fondamentali per la sopravvivenza allo scritto o semplicemente perché non siamo affatto pronti. Ma non mancano i casi in cui gli appunti più preziosi trovano posto sul braccio, sul palmo della mano con cui non scriviamo, sulle caviglie o lungo le cosce (addirittura!). E in questi casi, se non si vuol essere colti sul fatto, ‘rimboccarsi le maniche’ va inteso solo in senso figurato..!

 

2. Instaurare rapporti occasionali con i professori

Attenzione, che non ci sia nessun’intesa equivoca! Intendo l’intenzione di alcuni studenti vagamente disperati che, durante i ricevimenti o direttamente allo scritto, si calano nel ruolo del ‘simpaticone’ per estorcere miseramente (agli scritti soprattutto) risposte dal docente o anche dagli eventuali assistenti (che, andiamo, avranno sì e no quattro anni più di noi, ci devono capire.. insomma, un po’ di sana solidarietà!).

 

3. Smartphone, un’ancora di salvataggio virtuale

Il diktat ‘spegnere tutti i cellulari prima del compito!’, recitato ad ogni scritto da quando esistono i cosiddetti telefoni intelligenti, sembra ormai una monotona formula priva di significato per gli studenti, che rieccheggia inutilmente nelle aule. Spesso (spessissimo), invece, il cellulare viene tenuto con sé, carico e pronto a dare in pochi secondi la risposta ai quesiti che ci interrogano dal foglio, tenendo sempre un occhio su chi si avvicina. Chi è senza salvezza o naviga sul web alla ricerca di risposte ancora ignote o si fa suggerire da amici, colleghi (appositamente avvicinati per trarne vantaggio a tempo debito) o dal professore di ripetizioni che, forniti di libri e appunti, sono pronti a dare man forte allo studente in crisi.

 

4. Team Viewer, la nuova frontiera dell’evasione

A volte capita di dover sostenere gli scritti al computer. Meglio sul mio computer allora, penserai. Ebbene la cosa avrebbe un notevole vantaggio; per chi non avesse piena dimestichezza con programmi ‘avanzati’, o con il computer in generale, annuncio (e non dovrei poiché sembra che stia istigando chi legge all’utilizzo del programma quando in realtà la mia è pura disapprovazione e rimprovero) l’esistenza di Team Viewer, un programma che se scaricato ed installato su due computer collegati alla rete internet, permette all’utente di uno dei due computer di controllare totalmente il computer dell’altro utente (lo studente disperato in bisogno di aiuto), muovendosi liberamente nella sua schermata. Nella mia esperienza universitaria sono stata testimone di scritti (di una difficoltà improponibile) superati da persone la cui unica preparazione è stata quella di chiarire, con chi li avrebbe sostituiti virtualmente al computer, il giorno e l’ora dell’esame. Esempio eloquente quanto a rovina di principi di preparazione universitaria.

 

5. Esame da mission impossible? Aprite il sipario e giù le lacrime!

In vetta alla classifica si posiziona la più riprovevole performance di qualche ragazz* alla prova orale. In seguito a risposte date a metà, temporeggiamenti in sostituzione ad una spiegazione più chiara o scene mute per amnesie temporanee, ecco che lo studente disperato, di fronte ad un professore ormai deluso dalla prova, abbastanza indisposto a continuare e pronto a rimandare a data prossima l’esame, si cala nel ruolo più audace di sempre e gioca la misera carta del pianto, volto a far leva sulla buona coscienza del docente, giurando di aver studiato ma ‘in questo momento mi sfugge la risposta, sono mortificat*’ .. Tentativo disperato ma, ahimè, succede.

 

GLI STUDENTI IMBROGLIONI ROVINANO TUTTO: STUDIARE E’ MEGLIO

In conclusione, onde evitare di laurearsi solo sulla carta e di avere totalmente vuoto e fischiante il proprio bagaglio culturale, affinché nel mondo del lavoro le profonde lacune non vi facciano brutti scherzi ( perchè, siamo chiari, quello che stiamo studiando, soprattutto le materie di indirizzo, sono fondamentali per il futuro e torneranno a bussarci alla porta quasi sempre ), occorre affrontare in prima persona ogni esame, con una preparazione, non necessariamente impeccabile, ma almeno dignitosa, per arrivare alla fine della carriera universitaria con una sensazione di soddisfazione personale che poche cose nella vita riescono a trasmetterci, evitando di cadere in atti bassi e meschini, cercando, appunto, di aggirare il famoso sistema.

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Suke Karma
Sono studentessa universitaria, laureanda in informatica umanistica, una nuova interfacoltà. Amo la corsa, i film, la musica e.. La scrittura! Ho sempre detto di sapermi esprimere meglio scrivendo ch...
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