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Festa della donna: i migliori 15 film sulle donne da vedere l’8 marzo
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Festa della donna: i migliori 15 film sulle donne da vedere l’8 marzo

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Divise tra carriera e lavoro, scelte difficili e amori appassionati, sono le donne a cui è dedicato l'8 marzo di ogni anno. Abbiamo scelto per voi 15 film da vedere il giorno della festa della donna.

Film sull’8 marzo: i titoli da vedere per la Festa della donna

La Giornata Internazionale della donna, meglio conosciuta come Festa della donna, si celebra l’8 marzo di ogni anno per ricordare le battaglie in nome delle conquiste sociali, economiche e politiche che le donne hanno affrontato nel corso della storia. La lotta contro le discriminazioni e le violenze, il diritto alla parità salariale, l’autodeterminazione e le difficoltà che spesso caratterizzano i rapporti tra donne sono pane quotidiano per il cinema che racconta le tante sfumature dell’animo femminile. Per questo motivo, abbiamo selezionato per voi alcuni film da vedere in compagnia delle amiche (e perché no, degli amici!) in occasione del prossimo 8 marzo, dai film sui diritti delle donne alle pellicole sulle donne in carriera, fino a quelle sull’icone simbolo di forza femminile.

Vuoi sapere come ha origine la festa delle donne e qual è la sua vera storia? Allora non perdere:

Film da vedere l’8 marzo: i classici per donne e non solo

Chi lo ha detto che i film che parlano di donne sono destinati solo… alle donne? Il cinema non discrimina ma racconta per questo abbiamo pensato a cinque titoli che mettono al centro della storia vite al femminile che anche gli uomini dovrebbero conoscere.

  • Donne sull’orlo di una crisi di nervi: Pepa, una doppiatrice cinematografica, viene abbandonata dal suo amante Ivan e per non affogare nei ricordi della loro casa decide di metterla in affitto ma scopre di essere incinta. Intanto nell’appartamento sopraggiunge Candela, amica di Pepa, ricercata dalla polizia per aver dato asilo a un terrorista sciita. A complicare la situazione ci si mettono anche Lucia, intenzionata ad uccidere il marito Ivan, e Carlo, figlio di Ivan, che vuole prendere in affitto con la fidanzata Marisa l’abitazione di Pepa. Un caos a cui si aggiungono i poliziotti che cercano Candela e il tecnico dei telefoni che la protagonista ha chiamato dopo aver scaraventato l’apparecchio fuori dalla finestra.
  • Volver: una delicata storia familiare quella raccontata da Pedro Almodóvar che per Volver sceglie Penelope Cruz, una delle sue muse, per dar volto e voce alla protagonista Raimunda. La donna deve fare i conti con il presente, con un passato segnato dalla strana morte dei genitori e con una serie di persone che ruotano intorno alla sua vita: Paula, la figlia colpevole di averle ucciso il marito, e Paco, reo di aver tentato di abusare della giovane. La dipartita della zia Paula a cui Raimunda era molto affezionata complica ulteriormente le cose. Al funerale di Paula, la sorella di Raimunda, Sole, incontra una donna sconosciuta che la segue di ritorno a casa nascosta nel bagagliaio dell’auto. Alla misteriosa donna si legano le vite di Raimunda, Sole e Agustina (un’amica di famiglia) che dovranno guardarsi indietro per dare un senso ai misteri che avvolgono le loro vite.
  • La vita di Adele: un film d’amore dal ritmo altalenante che ha provocato non pochi scandali dopo la sua uscita al cinema. La vita di Adele è la storia di Adele, liceale francese che sogna di diventare maestra, la cui esistenza è stravolta da Emma, aspirante pittrice dai capelli blu. Tra le due nasce una storia di amore appassionata che segnerà il passaggio di Adele all’età adulta.
  • The Hours: tre donne, tre periodi storici differenti, tre vite accomunate dal dolore. Il punto di partenza è il suicidio della scrittrice Virginia Woolf che, dopo aver scritto una lettera all’amato marito, decide di lasciarsi affogare nel fiume Ouse. A quel punto la storia si divide in tre e viviamo un giorno nella vita di Virginia, nel 1923, un giorno nella vita di Laura Brown, nel 1951, un giorno nella vita di Clarissa Vaughan, nel 2001. Mentre Virginia combatte con il disturbo bipolare della personalità e si appresta a scrivere uno dei suoi più importanti romanzi, La signora Dalloway, Laura, è una donna degli anni ’50, infelice, per niente contenta del figlio che aspetta e che proprio nel romanzo della Woolf trova confronto. Arriviamo all’alba degli anni duemila, dove il titolo del romanzo torna ancora, ma questa volta sotto forma di appellativo che Richard, amico di Clarissa e suo ex amante, riserva alla donna.
  • Thelma e Louise: Louise ha 40 anni, è cameriera in un fast food e ha una relazione che non la soddisfa con Jimmy; Thelma, invece, trentenne, ha un marito sessista, Darryl, che la trascura. All’oscuro dei rispettivi compagni, le due donne organizzano un weekend fuori porta per fuggire dalla routine e decidono di partire per la montagna a bordo di una vecchia Ford. Durante una sosta in un locale western, Thelma viene avvicinata e aggredita da un uomo che tenta di violentarla; per difendere l’amica, Louise fa ricorso a una pistola e uccide l’uomo colpendolo in pieno petto. Se non si può fare affidamento sulla legittima difesa e sulle testimonianze degli avventori del locale, cosa resta da fare? La soluzione è fuggire verso il Messico.

Festa delle donne 2018: film sulle donne forti e sui diritti delle donne

Tenaci e appassionate, sono le donne che non si fermano davanti a niente e che non hanno paura di affrontare le insidie della vita pur di non rinunciare alla propria identità.
La loro forza d’animo le porta oltre la pellicola cinematografica diventando degli esempi per tutte coloro, giovani e non, che vogliono cambiare il destino che le attende.

  • Frida: Salma Hayek è la straordinaria interprete di Frida Kahlo, il film sulla vita della pittrice messicana diventata un’icona dei tempi moderni. Artista, attivista politica, amante di uomini e donne importanti, Frida conobbe il dolore fisico e dell’anima e amò per tutta la vita il marito Diego Rivera che non le risparmiò tradimenti e delusioni. Una figura affascinante e magnetica che nel film di Julie Taymor rivive in tutta la sua straordinaria e potente bellezza.
  • Suffragette: nella Londra del 1912 inizia la storia di un gruppo di donne che hanno cambiato il destino delle generazioni future: le suffragette. Donne che hanno combattuto per i diritti e per il diritto al voto, a favore di migliori condizioni di lavoro e di un riconoscimento sociale. Dimenticate le gentil signori inglesi perché queste carismatiche donne, ignorate dai giornali e dalla politica, hanno fatto ricorso anche alle maniere forti per far ascoltare al mondo la loro voce troppo a lungo rimasta chiusa nel silenzio.
  • TransAmerica: Sabrina, detta Bree, non ha mai rinunciato a se stessa e questo per lei ha significato chiudere con il passato e scegliere l’intervento di cambio del sesso. Perché Bree prima di essere chi è era Stanley. Colta e raffinata transessuale, Bree lavora in un fast food e attende l’operazione ma il destino ha in serbo per lei qualcosa d’inaspettato: un figlio, Toby. All’oscuro dell’esistenza di Toby prima della telefonata da parte del ragazzo (che si trova in un carcere minorile di New York), Bree si ritroverà a compiere un viaggio coast to coast verso Los Angeles insieme al figlio che scoprirà in modo brusco la verità sul padre.
  • Million Dollar Baby: Frankie è un ex pugile scorbutico che dopo la carriera sul ring è diventato allenatore e manager e gestisce una palestra a Los Angeles. La sua vita cambia quando in palestra si presenta Maggie Fitzgerald, una ragazza che paga in anticipo sei mesi d’iscrizione e chiede a Frankie di essere allenata ottenendo un primo rifiuto. Meggie non demorde, è testarda e la sua grinta conquista Frankie che alla fine deciderà di farne una sua allieva. Comincia così la scalata verso il successo di Maggie che in poco tempo si troverà a sfidare la campionessa del mondo Billie “orso blu”, un’ex prostituta nota per le sue scorrettezze sul ring.
  • The Help: Mississipi, anno 1963. Eugenia Phelan, soprannominata Skeeter, è una ragazza bianca appena laureata che fa ritorno a casa dei genitori, ricchi proprietari terrieri. Skeeter, a differenza delle sue coetanee, non è interessata alla vita di brava moglie e mamma e punta alla realizzazione lavorativa partendo da un incarico come giornalista presso il quotidiano della città mentre cerca di portare avanti un ambizioso progetto editoriale con una casa editrice di New York. A colpire la giovane donna è la situazione in cui versa il Mississipi di quegli anni, dove la segregazione e il razzismo la fanno da padrone e pongono dei confini netti tra ciò che possono fare i bianchi e quel che devono fare i neri. Skeeter conosce Aibileen Clarck, una donna afroamericana che ha passato la vita a crescere i figli dei bianchi e ha perso il suo in un incidente sul lavoro, e Minny, una domestica dal carattere difficile, moglie di un uomo violento e madre di cinque figli. Skeeter decide di raccontare la storia di queste donne e dopo un’iniziale ritrosia in tante si offrono per  dare il loro contributo. Viene pubblicato un libro, The Help, che riscuote grande successo ma che crea anche non pochi problemi alle donne afroamericane protagoniste del manoscritto.

Film sulle donne in carriera: i migliori per l’8 marzo

Oggi, nonostante non sia stata raggiunta una vera e propria parità soprattutto sotto il profilo salariale, le differenze di genere sul lavoro sono inferiori rispetto al passato. Anche il binomio mamma-moglie ha lasciato il posto a donne che scelgono la carriera prima della famiglia, seppur non manchino esempi di donne capaci di coniugare entrambi i ruoli. Abbiamo scelto cinque titoli che raccontano il rapporto tra le donne e il lavoro, una relazione ricca di soddisfazioni ma non sempre facile, dove spesso anche la malattia diventa un mostro da combattere per non perdersi.

  • Mi piace lavorare: diretto da Francesca Comencini e con Nicoletta Braschi nei panni della protagonista Anna, il film affronta il tema del mobbing. Anna è una donna separata, madre di una bambina, Morgana, e figlia di un padre malato a cui spesso fa visita presso la casa di riposo che lo ospita. Anna è la segretaria capo contabile di un’azienda e svolge con passione il suo lavoro ma una fusione societaria cambierà la sua vita lavorativa. Viene prima rimossa dal suo ruolo, per poi ritrovarsi a svolgere compiti inutili o impossibili, fino allo smacco più grande: controllare la fotocopiatrice. Anna cade in depressione e il capo delle risorse umane le propone di firmare una lettera di dimissioni. Stanca di una situazione insostenibile e ingiusta Anna si rivolgerà al sindacato per fare causa.
  • Il diritto di contare: come si combattono gli stereotipi di genere e di razza? Con eleganza e competenza a giudicare dalla storia raccontata dal regista Theodore Melfi. Il diritto di contare, tratto dal libro di Margot Lee Shetterly, ha come protagonista la matematica, scienziata e fisica afroamericana Katherine Johnson che collaborò con la NASA contribuendo al progetto Programma Mercurio e alla missione Apollo 11. Una storia vera quella di Katherine che, negli anni sessanta, in una Virginia dove la legge discriminava i neri a favore dei bianchi, si ritrovò a dover combattere a suon di formule matematiche contro due pregiudizi: l’essere donna e l’essere una donna nera. Nonostante le difficoltà a Katherine non mancheranno alleati preziosi, capaci di andare oltre i preconcetti e guardare solo quello che conta davvero: il talento.
  • Still Alice: cosa significa dimenticare ogni giorno un pezzo della propria storia? Cosa accade quando la malattia di una persona si trasforma nella malattia di un’intera famiglia? Alice Howland è una donna nel pieno della sua carriera (è un’affermata linguista che insegna alla Columbia University), moglie di un chimico e madre di tre figli. Improvvisamente la sua vita cambia, inizia ad avere dei vuoti di memoria che presto si trasformano in vere e proprie dimenticanze fino al punto di non ricordare più dove si trova. La diagnosi è feroce per una donna di solo cinquanta anni: forma presenile di Alzheimer di matrice generica.
    Alice, il faro della famiglia e stimata professionista, diventa improvvisamente una donna fragile ma non si arrende e decide di combattere fino in fondo per non perdere la propria identità nonostante la malattia.
  • 4 Working Girl: Melanie Griffith interpreta Tess McGill, giovane e ambiziosa segretaria che vuole conquistare il mondo dell’alta finanza sfidando il dominante classismo newyorkese. La sua tenacia è la risposta ai compromessi con un conseguente cambio di postazione nel giro di una manciata di mesi fino all’ultima possibilità datale dalla direttrice dell’ufficio del personale: diventare la segretaria del boss Katherine Parker. Tess accetta ma le cose si complicano quando Katherine le ruba l’idea per un progetto finanziario. Scoperto l’inganno e complice il destino che l’aiuta con un inaspettato colpo di fortuna, Tess recupera il progetto e si spaccia per un boss dell’alta finanza pur di raggiungere il suo obiettivo.
  • 7 minuti: una storia vera portata sul grande schermo dal regista Michele Placido con un cast eccezionale tutto al femminile. Al centro della storia un gruppo di operaie di una fabbrica tessile nel Lazio costrette a fare una scelta: ridurre la loro pausa pranzo rinunciando a 7 minuti del quarto d’ora previsto o perdere il posto.
    A decidere per tutte le donne dell’azienda, un gruppo di 11 lavoratrici di varie generazioni ed etnie che devono fare i conti con le proprie vite e con quello che significa l’eventuale perdita del posto di lavoro. La soluzione sembra facile: accettare le richieste dell’azienda a capo chino. La più anziana del gruppo, Bianca, propone però di prendere tempo e riflettere insieme su quel che significa dire di si alle condizioni imposte dai vertici aziendali. Se adesso chiedono solo 7 minuti, cosa chiederanno poi? La domanda di Bianca è apparentemente semplice ma porta a galla questioni ben più complesse come la rinuncia a un diritto per cui qualcuno, prima di noi, ha combattuto. Lavoro e carriera, lavoro e tempo, lavoro e vita, lavoro e dignità. Chiedersi cosa conta davvero è inevitabile.

(Foto Cover – Volver, El Deseo / Interno – The Help, DreamWorks Pictures)

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Raffaella Berardi
Quando pensi di aver chiuso con tutto quello che gravita intorno al mondo scolastico ti ritrovi a scriverne. Aveva ragione mia nonna quando mi ripeteva sempre: "la vecchia a 100 anni ancora doveva imp...
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