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Come votare fuori sede 2018: come fare se sei uno studente che vive fuori dal comune di residenza
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Come votare fuori sede 2018: come fare se sei uno studente che vive fuori dal comune di residenza

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Votare fuori sede politiche: sei uno studente che vive lontano dal comune di residenza e vuoi sapere come fare a votare per le elezioni 2018? Ecco come potrai esprimere il tuo voto il 4 marzo!

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Votare fuori sede: cosa sapere per le elezioni politiche 2018

È tempo di elezioni politiche in Italia: c’è tempo fino al 4 marzo, giorno delle votazioni, per decidere quale partito e candidato votare, ma tutti gli studenti fuori sede devono prima risolvere un annoso problema, ossia se è possibile votare fuori dal proprio comune di residenza. Ogni volta che c’è un’elezione in ballo, politica o regionale, si pone lo stesso problema: tutti coloro che per motivi di studio o lavoro si trovano in una città diversa dal comune in cui hanno la residenza hanno sempre il dubbio se sia possibile votare nel luogo dove si trova la propria università o se sia necessario tornarsene a casa. Le associazioni studentesche da anni fanno pressioni affinché sia reso più facile votare fuori sede, ma la situazione non è mai definita, quindi a ogni turno elettorale la questione si ripropone. Sei un fuorisede e ti stai chiedendo come fare a votare per le elezioni politiche 2018? Vediamo insieme come puoi fare!

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Voto fuori sede 4 marzo: sconto del biglietto per tornare nel comune di residenza

Da diversi anni, studenti e lavoratori fuori sede possono usufruire di sconti sul biglietto di andata e ritorno per tornare nel comune di residenza a votare. Trenitalia, ad esempio, permette di acquistare biglietti scontati per motivi elettorali per viaggi di andata che decorrono dal decimo giorno antecedente il giorno di votazione (questo compreso) e per il viaggio di ritorno fino alle ore 24 del decimo giorno successivo al giorno di votazione (quest’ultimo escluso). Per le votazioni del 4 marzo, quindi il viaggio di andata non può essere effettuato prima del 23 febbraio 2018 e quello di ritorno oltre il 14 marzo 2018.

I residenti in Italia possono ottenere per tutti i treni del servizio nazionale e per il livello Standard dei Frecciarossa, le seguenti riduzioni:

  • 70% del prezzo Base per i treni media-lunga percorrenza nazionale (Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca, Intercity e IntercityNotte) e servizio cuccette;
  • riduzione 60% sui biglietti per treni Regionali.

Per usufruire delle riduzioni gli elettori dovranno esibire, nelle biglietterie e nelle agenzie di viaggio autorizzate, i seguenti documenti:

  • documento di identità;
  • documento/tessera elettorale;
  • timbratura tessera elettorale che attesti l’avvenuta votazione, per il viaggio di ritorno.

Nelle settimane antecedenti alle votazioni, il Ministero degli Interni pubblicherà la lista di tutte le riduzioni possibile previste, inclusi sconti su voli nazionali e rimborso delle tariffe autostradali.

Votare fuori sede elezioni 2018: è possibile dare il voto nel comune di non residenza?

Molti fuori sede, però, hanno difficoltà a tornare nel comune di residenza e preferirebbero votare nella città in cui vivono per non perdere così la possibilità di esercitare il proprio diritto-dovere al voto. Putroppo, però, non è possibile votare fuori dal comune di non residenza, nonostante le proposte di legge e gli interventi delle associazioni studentesche.

Perché non è possibile votare fuori sede alle elezioni politiche?

In occasione del referendum, molti studenti sono riusciti a votare nella città in cui sono domiciliati facendosi delegare come rappresentanti di lista in quel comune. Questo però non è possibile in occasione delle politiche: perché? La legge prevede che ci si possa fare delegare rappresentanti di lista solamente nel proprio collegio di residenza: in occasione dei referendum, il collegio è unico a livello nazionale, quindi si può essere delegati ovunque in tutta Italia, cosa che non può avvenire alle elezioni politiche, dove i collegi sono molti.

Votare fuori sede: l’emendamento di Andrea Mazziotti

Qualche mese fa si erano accese le speranze per i tanti fuori sede che non possono tornare a casa a votare: il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, Andrea Mazziotti, aveva proposto un emendamento alla legge elettorale per introdurre il voto anticipato (chiamato con la terminologia “early vote”) nella prefettura della città in cui ci si trova per motivi di studio, lavoro o salute. Le associazioni studentesche avevano sostenuto con forza l’emendamento che avrebbe dato l’opportunità a oltre un milione di studenti e lavoratori fuori sede di votare fuori dal comune di residenza. L’emandamento, però, non è stato accolto.

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