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La creatività è contagiosa. Trasmettila. Albert Einstein

La giornata tipo dello studente il giorno prima degli esami
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La giornata tipo dello studente il giorno prima degli esami

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Il giorno prima di un determinato esame somiglia sempre più ad un funerale. Ecco la giornata tipo dello studente impegnato nella sessione!

giornata tipo

Dicembre. Il freddo, Mariah Carey e la pianificazione della prossima sessione d’esami. Non c’è ancora l’ansia da “non ho più tempo”. E’ quella fase in cui dovresti essere già avviato con lo studio ma, in fondo, non è ancora il momento di “non ce la farò mai, è troppo tardi”, unica situazione in cui in realtà ti metti a studiare sul serio. Ma, ogni tanto, hai uno slancio di buona volontà e determinazione, quasi volto ad invertire la tendenza del “mi sveglio sempre all’ultimo”.

Ore 10: Ti svegli carico a pallettoni e c’è il sole. Determinato a lasciare il segno in vista degli esami, la combinazione è meglio di quelle che può immaginare Dario Fo sotto effetto di stupefacenti.

Ore 12: sei di fronte all’ingresso dell’uni e sei carichissimo. Gli impegni da affrontare saranno tanti ma noi siamo carichi e determinati. Siamo pronti a dormire 4 ore per notte e non mollare un colpo per 90 giorni di fila.

Ore 13: cominci a sentire fame > bevi un caffè. Non puoi rischiare l’“abbiocco post-pasto”. Bevi un caffè (lo bevi al bar ma è peggio delle macchinette) come se poi non ti si torcesse lo stomaco da far schifo. In fondo, tu, sei carichissimo.

Ore 14.30: hai ufficialmente fame e i tuoi amici hanno già mangiato. Dai, ce la fai, puoi andare avanti senza, c’è una dieta che lo consiglia per sentirsi più attivi. Finisci di guardare un video su Youtube e riprendi lo studio.

Ore 16.00: la fame parla più forte della gente nei corridoi. Ma tu non molli, sei pronto ad arrivare fino a cena. Ruberai due biscotti dall’amica che porta il cibo in uni come se si facesse un pic-nic.

Ore 17.50: cominci a svarionare e la tua completa dedizione allo studio viene un attimo distratta da un momento di svago per ripigliarsi, guardando le notifiche di Facebook e le nuove minchiate su Youtube.

Ore 18.30: tu continui a galoppare. Intorno a te i compagni cominciano a radunare le loro cose. Andranno a fare aperitivo. Tu rifiuti, rilanci e vai avanti. Mike Bongiorno ti farebbe un baffo. A studiare, tenti di convincertene. Soprattutto che non te ne pentirai.

Ore 18.40: va bene. Una pausa. Così sistemo l’eco nel frigo, mangio qualcosa (marmellata dal barattolo a cucchiaiate e biscotti del coinquilino) e mi preparo a tornare in postazione pc. L’obiettivo non è mai stato perso di vista.

Ore 20.50: hai scoperto che hai passato le ultime 2 ore e 10’ a cazzeggiare su Facebook dal rumore del tuo conqui che sta rientrando ma non riesce ad aprire la porta perché hai lasciato le chiavi sulla toppa. Dai, una sigaretta insieme e poi ci si mette sotto, sul serio.

Ore 22.30 il tuo coinquilino sta ancora parlando ma tu sai che sei un drago delle ore piccole. Lì sì che riesci a rendere il doppio. “A breve mi rimetto al pc”.

Ore 23.30 tra poco andrà a letto e tu potrai mettere a segno tutto ciò che ti frulla in testa dalle ultime due ore. Sei pronto a fare le 3.

Ore 0.30: comincia ad avvertirsi la stanchezza. In fondo anche domani è una giornata impegnativa che dovrai trasformare in “produttiva”, non potrai certo arrivarci stanco.

Ore 1.16: hai appena perso 46 minuti cazzeggiando tra social, contro-social, a-social e chat varie. Ora sì che ti metti al pc – A scrivere questo pezzo – per dire che – anche oggi – farò domani.

 

P.S. – E poi, non c’entrerà nulla, ma non riuscirai mai a dire “coinqui” come abbreviativo di coinquilino. Per me è e resterà “conqui” – avvisate pure Zanichelli e Treccani – grazie.

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