Da “Il buio oltre la siepe” a “Il buio oltre la laurea”
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Da “Il buio oltre la siepe” a “Il buio oltre la laurea”

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Quello che nessuno ha il coraggio di dirti sulla laurea e sull'approccio al mondo del lavoro del neo-laureato. Quello che non hai mai letto.

Laureato

Capisci che laurearsi non serve o non ne vale la pena – se non per potersi fregiare del titolo di dottore al termine del ciclo di studi a mo’ di ventaglio durante un mercoledì universitario, quando incroci il destino di almeno uno dei seguenti protagonisti di quello straziante ecosistema, sviluppato e vario quasi quanto quello delle giungle tropicali amazzoniche, chiamato “università italiana”.

Una volta raggiunto il tanto agognato traguardo della laurea, compare il mostro: il mondo del lavoro, che si affaccia agli incoronati d’alloro come i i titoli di coda di un film che rivelano cosa faranno in futuro i protagonisti della proiezione appena terminata. Vedi che:

1. IL SECCHIONE:

– all’università: studia come un matto ma all’esame dice tassativamente di non essere preparato
– lavoro: 1 su 5 trova un dottorato, gli altri 4 se la giocano a carte tra uno stage e un anno di disoccupazione.

 

2. LA DATTILOGRAFA

Avete presente i film americani in cui c’è la tipa che batte a macchina all’impazzata mentre i testimoni parlano!? Bene, lei fa lo stesso mentre parla il professore. 
– all’università: Lei non pensa, riflette o interagisce. Lei scrive, scrive e scrive. Cosa non lo sa, ma lo riascolterà a casa col registratore.
– lavoro: ha imparato a memoria tutte le posizioni delle lettera nella tastiera del pc MA sarebbe ancora in difficoltà per connettere una stampante ad un pc, dunque non fa nemmeno la segretaria.

 

3. L’ANSIOSO:

– all’università: passa la vita a copiare appunti nell’ansia di non averne abbastanza ma ha comunque paura di dire di non essere preparato
– lavoro: ha paura pure ad inviare il CV quindi aspetta che qualcuno lo noti, non si sa come. (Uno su 5 è stato ritrovato scheletrico, ancora chino sulla scrivania)

 

4. IL COPIATORE INCALLITO:

– all’università: è capace di svoltare prodigiosamente le situazioni più impervie alle spalle degli altri, spesso delle categorie precedenti
– lavoro: chi era furbo ora fa il giornalista pagato a 2 euro ad articolo, chi faceva parte di quelli che “sbagliavano la riga da copiare” sta ancora “sbagliando l’email a cui inviare CV”.

 

5. IL PROCRASTINATORE

– all’università: Non studiare oggi quello che puoi studiare domani.
– lavoro: non candidarti oggi per quello per cui puoi candidarti domani.
E finisce con “Non ti faccio passare l’esame oggi, puoi prepararlo meglio da domani”

 

6. LO SVOGLIATO, detto anche FANCAZZISTA

– all’università: ti chiedi cosa ci faccia all’università, le volte in cui c’è.
– lavoro: era talmente svogliato che ha trovato il primo lavoro sotto casa, in un bar. Ma è l’unico che lavora.

 

Poi c’è lui, essere mitologico per metà già leggenda tra i genitori che mantengono i figli da 25 anni e per metà oggetto della nostra invidia. Uscito dall’istituto professionale o al massimo diplomato al “tecnico” ora ha il macchinone, gira il mondo, e prende uno stipendio che tu, laureato, non lo vedi neanche all’orizzonte.

Che, poi, dopo un po’, anche tu ti rompi il membro a chiedere ai tuoi l’elemosina per uscire la sera, che ti rivedi negli accattoni ai bordi delle strade. “Il buio oltre la siepe” fece la sua comparsa nel 1960, ora sarebbe più “Il buio oltre la laurea: tra disoccupazione, tirocini ed ‘E mo che minchia faccio’ “.

Un paio di anni fa rincarò pure la Fornero: “Siete troppo choosy”. E noi ci siamo incazzati, le abbiamo dato della meretrice e abbiamo finalmente sfogato la nostra frustrazione.

– Lei, che vorrei vederla io al giorno d’oggi, dove i figli hanno meno speranze dei genitori – e i nostri genitori non sono i suoi.

E’ che oggi dobbiamo essere “clever”, per dirla alla Fornero, e invertire il punto di vista. Un conto è far uscire il dentifricio, un conto è rimetterlo dentro. Loro lo hanno spanto tutto sul lavandino, ora chiedono a noi di “fare con ciò che è avanzato”. Una volta c’erano ondate di dentifricio, ora invece siamo tutti eco-friendly. Una moda. Ma, secondo te, senza la crisi…ora quanta gente eco-friendly avremmo?!

Ora vado, che tra poco ho un esame e stasera ho una cena a base di tofu.

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Max Andreetta
Massimiliano Andreetta, 27 anni, cantastorie. Friulano atipico, raggiunge lo status di “apolide” cambiando frequentemente domicilio tra Udine, Gorizia, Lisbona, Milano e Berlino. Fortemente spa...
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