Ce o c’è: come si scrive?
Condividi su
Sostieni SOS studenti! Ci basta un Like!

Alla pronuncia sono praticamente identiche ma hanno due funzioni diverse: ce o c'è. Qual è la forma giusta da utilizzare? Come si scrive?

ce o c'è

CE O C’E’: COME SI SCRIVE

Succede più spesso di quel che si creda che la nostra lingua, l’italiano, possa trarre in inganno. In che modo? Tramite qualche parola che ha una pronuncia simile a un’altra, ma che possiede significati e grafia diversi. Infatti non è raro che la lingua parlata possa storpiare le parole scritte, o far sorgere dubbi in merito alla corretta scrittura di diversi modi di dire. Sono moltissimi gli esempi, come a parte o apparte: come si scrive?Oppure “conoscienza” o “conoscenza”, con o senza “i”? O ancora “efficiente” o “efficente”: come si scrive? Tuttavia, oggi parleremo delle due particelle simili “ce” e “c’è”. Alla pronuncia sono sostanzialmente identiche, soprattutto se avete la E un po’ aperta, eppure grammaticalmente sono due forme distantissime: stiamo quindi parlando di ce o c’è (spesso confuse anche con cie o ciè, che invece sono forme del tutto inesistenti in italiano), entrambe esistenti e contemplate nella grammatica italiana, ma con grado e funzioni ben diverse. Vediamo quali sono e quale delle due scegliere in base al caso.

CE O C’E’: UTILIZZO CORRETTO

Quante volte ci è capitato di leggere queste due particelle usate nel modo sbagliato? Quante volte è capitato proprio a noi di usarle nel modo sbagliato? Come poter evitare di confonderle? 

Ecco quindi una piccola guida all’uso corretto delle forme “ce” e “c’è”, in modo da arginare future sviste o errori!

Iniziamo da ce, senza segni grafici: questo morfema è una desinenza che può significare “a noi”, oppure un complemento o un rafforzativo. Vediamo qualche esempio.

  1. “A NOI”: Questa notizia ce l’ha detta Luca. (=Luca l’ha detta a noi)
  2. COMPLEMENTO: Quanti ce ne sono in quel posto? (=quanti di quelle cose ci sono)
  3. RAFFORZATIVO: Ce la devo fare assolutamente!

La forma c’è invece è la forma contratta del costrutto ci è: in quanto tale, ha al suo interno una forma verbale (il verbo essere alla terza persona singolare del presente) che fa da reggente e non ha bisogno di altri verbi nello stesso periodo. Esempi:

  • Oggi c’è (ci è) brutto tempo.
  • C’è (ci è) Sara? No, è uscita.
Leggi anche: A parte o apparte: come si scrive?

CE O C’E’, CE NE O CE N’E’

Altro costrutto grammaticale legato alla desinenza ce è quello con il ne o n’è, per il quale vale lo stesso discorso fatto in precedenza: ne, senza apostrofo e accento, è un rafforzativo (Ce ne fossero di persone come te!) e non è peraltro da confondere con (negazione), mentre n’è ha in sé la stessa forma verbale precedente (verbo essere, terza persona singolare presente) e fa da reggente, senza bisogno di altri verbi (Ce n’è di gente al concerto?). Ogni altra forma diversa rispetto a quelle qui ricordate (come ad esempio c’è ne o c’è n’è) non è grammaticalmente contemplata ed è da considerarsi errore.

Sostieni SOS studenti! Ci basta un Like!
Giacomo Sordo
Veronese, cestista, universitario in vista di una fioca luce in fondo al tunnel: meglio su un campo che in aula, il che è veramente tutto un dire.
Diventa anche tu un nostro collaboratore! Scrivi per noi!
Leggi altri articoli in Case e alloggio Fuori Sede