Come e perché salvare casa nostra, il pianeta Terra.
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Come e perché salvare casa nostra, il pianeta Terra.

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I noti problemi d'inquinamento globale sta apportando cambiamenti climatici sempre più evidenti: ecco come proteggere il nostro pianeta.

salvare casa nostra

Tutto ha avuto inizio con il noto Big-Bang: il pianeta Terra si crea a seguito di questo scontro di dimensioni colossali, nascono i primi organismi viventi che si sviluppò la specie rettile dei dinosauri che dominarono la Terra per oltre 160 milioni di anni quando a causa di un’estinzione di massa dovuta ad un asteroide o, secondo altre ipotesi, ad una serie di terribili eruzioni vulcaniche che, provocando sconvolgimenti climatici, avrebbe determinato l’estinzione di massa di dinosauri. Circa 200.000 anni fa, poi, comparve il genere umano Homo sapiens, cosiddetto uomo moderno che evolvendosi lungo le decine di secoli, ha migliorato e reso più sofisticati il proprio ingegno e le proprie abilità tecniche, ha cominciato a studiare, analizzare e comprendere ciò che gli sta intorno servendosene, quasi abusivamente, per ottemperare ai propri bisogni fisiologici e di comfort, creando un nuovo mondo a scapito di quello originario. Tale sviluppo tecno-scientifico rappresenta un’arma a doppio taglio: se da una parte ha migliorato enormemente la qualità della vita umana, dall’altra sta irrimediabilmente distruggendo il mezzo che ha cresciuto l’uomo. Ormai è noto che decine e decine di multinazionali, creando flussi commerciali globali, soddisfano i propri interessi economici a scapito delle risorse naturali con conseguenze negative e tragiche:

1. La produzione di carta e derivati e la necessità di più spazio urbano portano ogni giorno alla distruzione di ettari di foreste e, boschi e giungle, fondamentali per la sopravvivenza dell’ecosistema di cui anche l’uomo fa parte.

2. Abuso e maltrattamento di terre incontaminate e sprechi eccessivi di risorse preziose come l’acqua dolce comportano la riduzione massiccia di queste ultime sempre meno disponibili alle esigenze dell’uomo.

3. La miriade di industrie provoca pesanti e prolungate emissioni di gas serra e sostanze chimiche dannose per l’atmosfera e l’aria che respiriamo.

4. Alcune delle sostanze sopracitate fanno sì che l’atmosfera trattenga il calore dei raggi solari (effetto serra) provocando un sensibile aumento delle temperature ( i report del Gruppo Intergovernativo sul Rapporto Climatico suggeriscono che durante il XXI secolo la temperatura media della Terra potrà aumentare ulteriormente rispetto ai valori attuali, da 1,1 a 6,4°C in più.)

5. moltissime realtà industriali, per evitare i costi del riciclaggio/smistamento rifiuti, perché magari conviene, perché è più semplice così, gettano gli scarti (tutti tossici e clamorosamente inquinanti) della propria catena di produzione direttamente nei fiumi, nelle valli e nei campi, promuovendo l’avvelenamento della flora e della fauna, di cui noi, e magari pure tu, ci nutriamo.

6. Il pianeta ovviamente non si adatta alle nuove pesanti condizioni cui lo sottopone l’uomo ma a fronte di ritmi così insopportabili, reagisce modificando progressivamente il clima globale che rende le temperature tipiche delle varie stagioni più estreme: la primavera e l’autunno stanno scomparendo mentre si assiste solo ad un’alternanza continua tra inverno ed estate, sempre più rigidi.

7. Di conseguenza i ghiacciai ai poli artico e antartico si scaldano e si sciolgono nel giro di pochissimo tempo, gli iceberg scompaiono e i metri degli oceani aumentano paurosamente: sempre secondo l’IPCC (il Gruppo Intergovernativo sul Rapporto Climatico), l’innalzamento calcolato al 2100 è compreso tra i 75 cm e i 2 m.

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Immagine: Shutterstock.com

A fronte di una prospettiva buia e di autodistruzione, gli stati maggiori nel 1997 si sono riuniti in Giappone e sono arrivati ad un accordo che prevede la riduzione progressiva delle emissioni di CO2 negli anni a seguire, prefiggendosi un livello di emissioni da raggiungere, la promozione dell’utilizzo di energie pulite e bio-sostenibili insieme all’interruzione dell’utilizzo di sostanze pericolose nel ciclo produttivo industriale. Il centro del mio discorso sta nel farvi capire, cari lettori, che il pianeta che abitiamo è l’unica casa che abbiamo e come il singolo, nel suo piccolo, possa contribuire a risanare alcune delle profonde ferite della Terra e a far sì che questo ciclo della morte termini. Ecco un esempio di comportamenti corretti che dovremmo tenere:

1. Evita di sprecare acqua chiudendo sempre i rubinetti se non si utilizzano e non farne usi in inutili se non è per dissetarsi, lavarsi o cucinare.

2. Un’ottima abitudine è quella di fare sempre la raccolta differenziata in modo da promuovere un metabolismo migliore dei rifiuti che produciamo.

3. Cerca di ridurre al minimo necessario l’uso di veicoli inquinanti come l’auto, i motorini, autobus e simili; ricorri al modo più sano e più eco-sostenibile per spostarti: usa la bicicletta!

4. Un consiglio spassionato è quello di non cominciare a fumare, sia per vostra salute che per quella della Madre Terra.

5. Cerca di acquistare ciò che è stato prodotto riciclando rifiuti per sostenere un mercato più sensibile allo stato di salute del pianeta.

6. Partecipa e organizza manifestazioni, marce, cortei di rilevanti dimensioni contro il cambiamento climatico, contro l’orribile sfruttamento attuato dalle multinazionali avide, spesso e volentieri, solo di soldi. Fai sentire così la tua voce insieme a quella di altre migliaia di persone. È così che si può ottenere l’attenzione di chi può agire ancora più incisivamente sulle sorti della Terra!

Facciamo in modo, insomma, che l’ottusità dell’uomo non faccia sì che l’acclamata evoluzione diventi un’involuzione e, come diceva Manzoni, “Non sempre quello che viene dopo è progresso.”

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Suke Karma
Sono studentessa universitaria, laureanda in informatica umanistica, una nuova interfacoltà. Amo la corsa, i film, la musica e.. La scrittura! Ho sempre detto di sapermi esprimere meglio scrivendo ch...
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