Come diventare insegnante
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Entrare nel mondo della scuola richiede un percorso non semplicissimo tra anni di formazioni e liste d’attesa. Ciò nonostante diventare insegnanti è ancora possibile: ecco come

come diventare insegnante

DIVENTARE INSEGNANTE: UNA STRADA LUNGA

“Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna”

Diceva un vecchio detto popolare. Eppure, se così fosse (e non lo è), ci sarebbero in Italia parecchie persone che “non sanno fare”, a giudicare da quanto siano ormai affollate le graduatorie per entrare nel mondo della scuola. Graduatorie popolate peraltro da persone che vengono da un percorso di formazione molto lungo e complicato: altroché, appunto, “non saper fare”.

Oggi per riuscire a diventare insegnanti occorre seguire un percorso non facile, che dovrebbe essere mirato a rendere i futuri docenti il più competenti possibile. Non sempre poi nella pratica ciò avviene, ma è innegabile che la strada sia lunga e non facile. Ciò nonostante riuscire a diventare insegnanti e magari ottenere anche una cattedra stabile è ancora possibile: eccovi dunque l’iter che dovrete seguire se la vostra vocazione è quella di formare le giovani menti future.

 

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DIVENTARE INSEGNANTE: GLI STUDI

Per prima cosa, quasi tutti gli ambiti dell’insegnamento richiedono un titolo accademico: dunque una laurea specialistica o magistrale, a seconda dell’ordinamento. Il titolo triennale o uno specifico diploma sono sufficienti solo in determinati ambiti (insegnanti delle scuole primarie e dell’infanzia, cui sarà necessaria la sola laurea in Scienze dell’educazione primaria, educatori di convitti/educandati e alcuni ambiti tecnici pratici, che richiedono il solo specifico diploma). Queste norme valgono anche per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno, i quali comunque potranno godere di una priorità se provvisti di una specifica specializzazione, in particolar modo per quanto concerne il sostegno agli studenti diversamente abili.

Oltre alla laurea in sé, saranno decisivi i crediti formativi maturati nei vari ambiti: a seconda del vostro corso di studi, potreste ad esempio avere i crediti per insegnare matematica, ma non fisica. Qui troverete tutte le informazioni necessarie riguardanti le materie che si possono insegnare con una determinata laurea del nuovo ordinamento e le classi di crediti richieste.

Una volta ottenuta la laurea magistrale comprensiva di crediti, sarete già abilitati a insegnare, entrando però nella III fascia, che definisce solo i supplenti all’interno di graduatorie d’istituto aggiornate a scadenze non fisse (l’ultima l’anno scorso, la prossima è prevista nel 2017). Per inserirsi nelle due fasce superiori, che consentono l’accesso ai concorsi e l’immissione in ruolo nella scuola pubblica, occorre però un’ulteriore abilitazione, il cosiddetto TFA (acronimo di Tirocinio Formativo Attivo), corso della durata di un anno a numero chiuso, offerto dalle università stesse e comprensivo di esame finale di abilitazione.

 

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DIVENTARE INSEGNANTE: L’IMMISSIONE A SCUOLA

Anche una volta completato il TFA, non è però automatico entrare subito nel mondo della scuola pubblica. E’ risaputo infatti quanto le graduatorie siano lunghe e piuttosto lente: attualmente sono divisa in due classi, le graduatorie provinciali ad esaurimento, chiuse dal 2008 e destinate ad esaurirsi con la graduale entrata dei docenti; e la graduatoria di merito, in cui si può restare per due anni dopo aver superato un apposito concorso. Le assunzioni a tempo indeterminato attingono per il 50% da una lista e per il 50% dall’altra.

Il risultato di un percorso tanto lungo e di un’immissione così macchinosa per quel che riguarda le scuole pubbliche fa sì che molti insegnanti abilitati trovino lavoro nelle scuole paritarie o private, che diventano quasi una “valvola  di sfogo” per questo enorme corpo docenti. Altra possibilità d’insegnamento e di gavetta sono le numerose ore di supplenza, che spesso però creano una situazione di precariato che può durare anche anni.

Insomma, come si può capire il percorso è certamente tortuoso e non facile. Eppure insegnare è ancora possibile: perché l’insegnamento è esso stesso una passione prima che una professione, e se si fa qualcosa con passione i risultati senza dubbio arriveranno.

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Giacomo Sordo
Veronese, cestista, universitario in vista di una fioca luce in fondo al tunnel: meglio su un campo che in aula, il che è veramente tutto un dire.
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