5 metodi di guadagno per lo studente fuori sede e non
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5 metodi di guadagno per lo studente fuori sede e non

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Che siate studenti fuori sede o abitiate con i vostri genitori potreste aver necessità di qualche entrata extra o semplicemente la voglia di gestire autonomamente le vostre risorse. Tutto sta nel decidere quale tipo di impiego fa per voi!

Affiancare l’università con il lavoro a tempo non è facile. Esistono diverse soluzioni per far “convivere” tra loro queste due attività: i lavori part time. Soprattutto coloro che non vogliono chiedere supporto economico/finanziario ai propri genitori per il sostentamento universitario. Una buona notizia c’è: si può conciliare lavoro e studio, ma non debbono essere presi impegni troppo onerosi dal punto di vista psico-fisico altrimenti uno o l’altra parte verrà penalizzata. Ecco 5 possibili soluzioni su dove-come impiegare il vostro tempo per guadagnare qualcosa durante la tua carriera universitaria.


Il lavoretto in proprio

Non si tratta solo di scrivere “lavoro presso: me stesso” tra le informazioni di Facebook, né di aprire un’attività in proprio (sarebbe anche bello, ma con lo studio e i tempi che corrono!). Parliamo di tutti quei “lavoretti” che gli studenti si ingegnano a trovare e a svolgere in completa autonomia e che, per forza di cose, sono soggetti alla disponibilità del mercato. Quindi giù di annunci da spargere per la città offrendo la propria persona in qualità di babysitter, dogsitter, per dare ripetizioni o aiutare nello svolgimento dei compiti a casa giovanissimi studenti. Non è il lavoro della vita, ma per arrotondare va più che bene!

 

PRO: sono lavori che si possono svolgere dedicandogli poco tempo a settimana.

CONTRO: non avendo un contratto ed essendo “in proprio” non ci sono garanzie.

N.B. Attenzione a dare il giusto valore al proprio lavoro e a chiedere un’adeguata remunerazione, mettendo sempre in chiaro anticipatamente le proprie condizioni.


Il lavoro interinale

Un altro tipo di lavoro “a chiamata” che non può essere sicuramente tenuto in considerazione come un lavoro che permetta l’auto sostentamento, per il semplice fatto che, per definizione, non si tratta di un’entrata fissa. Il lavoro interinale (dal latino ad interim, cioè ‘provvisorio’) si ottiene registrandosi presso le apposite agenzie interinali e presentando il proprio CV; a seconda delle vostre abilità e competenze, l’agenzia provvederà a mettervi in contatto con l’impresa che ha bisogno di personale per lo svolgimento di una mansione in un arco di tempo circoscritto. Più lo studente risponde alle chiamate delle varie aziende mostrandosi disponibile, più probabilità ci saranno di essere ricontattati.

 

PRO: la ricerca del lavoro è delegata ad un ente e il lavoro è tutelato da un contratto.

CONTRO: non è il lavoratore a dettare le condizioni e a decidere come dove quando e perché.


Lavorare nel week-end

Molti studenti ricorrono a questo tipo di lavoro: si tratta di quel lavoretto che si svolge solo nel week-end permettendo così allo studente di frequentare le lezioni e di studiare nel corso della settimana. In genere chi svolge questo tipo di lavoro è assunto da un’attività che lavora in campo alimentare o turistico: è infatti nel fine settimana che queste attività hanno una maggior bisogno di personale vista la maggiore affluenza di clienti. Questo tipo di lavoro non permetterà per forza di cose degli ottimi guadagni, visto il tempo ridotto (8/12 giorni lavorativi su 30), ma si tratta di un’entrata fissa che per molti studenti riesce ad essere anche l’unica fonte di sostentamento.

 

PRO: discreta richiesta per quanto riguarda lavori nel week-end, rivolti soprattutto a studenti universitari.

CONTRO: fine settimana che viene pressoché sacrificato.

N.B.: se avete intenzione di lavorare presso un’attività che opera nella ristorazione, sia in sala (da camerieri, ad esempio) che in cucina, ricordatevi di munirvi dell’obbligatorio attestato HACCP a seguito di corso apposito, per certificare la vostra conoscenza delle principali norme igienico-sanitarie e dei comportamenti da seguire nell’erogazione di questo servizio.


Lavoro part-time

Il part-time è senz’altro il contratto di lavoro (non consideriamo il full-time) più impegnativo per uno studente a tempo pieno. Qualsiasi sia il lavoro svolto sarebbe bene accertarsi di riuscire comunque a portare avanti i propri obiettivi universitari, che potrebbero risentirne non poco. La soluzione potrebbe essere quella di produrre una tabella di marcia sfruttando il tempo libero per studiare. Ci vuole forza e determinazione!

 

PRO: compenso adeguato e sicuro.

CONTRO: rischio di non riuscire a mantenere i propri propositi di studio.


“La Stagione”

Si tratta di una pratica abbastanza diffusa: consiste nell’andare a lavorare durante i tre mesi estivi presso stabilimenti balneari o alberghi e altre attività turistiche a tempo pieno. Chi si sposta per andare a svolgere questo tipo di lavoro in genere perde la sessione estiva di esami (da giugno a settembre) ma con la consapevolezza che potrà di gran lunga rifarsi durante l’anno accademico perché con il guadagno estivo non avrà bisogno di cercare altri lavoretti nel periodo invernale, quando potrà buttarsi anima e corpo nella preparazione degli esami. Molti ragazzi amano questo tipo di lavoro perché, sebbene sfiancante, permette di lavorare in località di mare o di montagna e mete turistiche affascinanti; senza contare la crescita sul versante dell’esperienza lavorativa e dei rapporti umani.

 

PRO: più tranquillità nello studio durante l’anno accademico.

CONTRO: estate e sessione esami estiva sacrificata o quasi.


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Azzurra Del Gaone
Formazione scientifica per caso, studentessa di Lettere per scelta: mi manca la scienza ma mi tengo aggiornata, godendomi la bellezza delle arti. "Forte e gentile" come l'Abruzzo che mi dà i natali...
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