Affitto Studenti: Roma e Milano le più care. Ecco i dati.
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Affitto Studenti: Roma e Milano le più care. Ecco i dati.

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Studiare fuori sede per molti giovani è una necessità, ma gli ultimi dati indicano come l’affitto studenti sia una spesa il più delle volte quasi insostenibile.

affitto studenti

AFFITTO STUDENTI: PREMESSA

Nonostante un’offerta universitaria sempre più ampia e diffusa anche nel Belpaese, molti giovani sono costretti a spostarsi dal proprio luogo d’origine per studiare, talvolta anche a grande distanza da casa. L’alloggio diventa quindi una necessità, che purtroppo si trasforma quasi sempre in un supplizio da un punto di vista economico: le offerte pubbliche (Diritto allo studio e affini) sono estremamente limitate e carenti, e tocca dunque rivolgersi ai privati, destreggiandosi in una giungla di irregolarità strutturali, evasione fiscale e prezzi proibitivi.

 

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AFFITTO STUDENTI: GLI ULTIMI DATI

A confermare l’impressione diffusa, e già ben nota a chi deve fare letteralmente i conti con queste realtà, è un recente studio dell’Ufficio Politiche Abitative della CGIL, in collaborazione con il Sunia e l’Unione degli Universitari. E i dati sono tutt’altro che confortanti: secondo gli studenti fuori sede presi come campione del sondaggio, la spesa principale legata allo studio è proprio quella dell’affitto, che può arrivare a incidere addirittura per l’80% del budget mensile. Il 30% degli intervistati denuncia inoltre difficoltà da parte della famiglia nel sostenere queste spese.

Affitto studenti

Le spese crescono ogni anno sempre in maniera abbastanza gravosa per le tasche degli studenti

Non ne esce certo meglio, come accennato, il servizio pubblico di alloggio per gli studenti: sempre secondo lo studio promosso dal sindacato nazionale, ne sarebbe beneficiario solamente il 2% della popolazione universitaria, a fronte di medie europee che scollinano ampiamente il 10% (addirittura 20% in Svezia e Danimarca). Oltre all’affitto, la relazione indica parecchi altri indici di spesa non indifferenti: al secondo posto verrebbero infatti le famigerate tasse universitarie, che sarebbero aumentate mediamente addirittura del 5% nel solo ultimo anno. Ad esse, comprensive peraltro anche della Tassa Regionale sul Diritto allo Studio, seguono le spese per libri e materiale didattico, per concludere con le utenze, i pasti e i trasporti. I dati sono comunque molto oscillanti e legati in particolar modo a sedi (Milano e Roma sono, prevedibilmente, le città dove vitto, alloggio e spese affini risultano più salate) e indirizzi di studio (a parità di sede universitaria, sono le facoltà sanitarie, Ingegneria e Architettura i corsi più cari).

 

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AFFITTO STUDENTI: COME TUTELARSI

Lo studio della CGIL conclude calcolando quanto questi costi incidano sulle famiglie: a livello nazionale, emerge che far studiare un figlio richiede il 23,8% del bilancio famigliare, con punte che superano il 30% nell’area insulare (31% contro il 21,4 del Nord-Ovest, dato minimo rilevato). Il sindacato, il Sunia e l’Udu hanno poi compilato una sorta di vademecum da tenere presente per chiunque sia in affitto o si accinga a cercare alloggio, ricordando di leggere attentamente i contratti affinché canone e clausole corrispondano alle normative nazionali. Per chi invece sia alla ricerca di una sistemazione si raccomanda la richiesta esplicita del rispetto della legge 431, che regola proprio i contratti d’affitto. Giova inoltre ricordare che in caso di illeciti (affitti in nero, ad esempio) è utile rivolgersi alle agenzie locali o alle forze dell’ordine: esistono leggi molto severe a tutela dell’inquilino, che possono addirittura dar diritto all’affitto gratuito in caso di denuncia del mancato regolare contratto.

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Giacomo Sordo
Veronese, cestista, universitario in vista di una fioca luce in fondo al tunnel: meglio su un campo che in aula, il che è veramente tutto un dire.
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