Le 5 tipologie di studente fuori sede al supermercato
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Le 5 tipologie di studente fuori sede al supermercato

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Lo studente universitario fuori sede al supermercato mentre fa la spesa lo riconosci subito: insicurezza, pochi soldi e sguardo attento. Ecco i principali ritratti.

studente fuori sede

Finalmente fuori casa, lontano dai genitori e felicemente all’università. Le premesse sembrano spesso essere molto buone, poi però c’è da scontrarsi con la realtà: la spesa dell’universitario incallito alle prime armi. Se ne vedono di tutti i colori, da coloro che muovono i primi passi lontano dalla figura materna tra gli scaffali, a quelli che tendono ad essere più navigati di altri.

 

1. Il niubbo

Appena arrivato in zona, iscrittosi da poco in Università, la prima reale esperienza fuori casa e sguardo impaurito. Lo riconosci subito lo studente fuori sede detto anche il ‘niubbo’ della spesa al supermercato. Si presenta totalmente spaesato e senza una minima idea organizzativa di cosa prendere. Solitamente il primo tentativo di acquistare oggetti e cibi con un certo senso termina al reparto patatine & snack di un’ignoranza pazzesca. 84euro spesi in cioccolata e junk food, ma vuoi mettere la felicità del momento? Poi c’è da fare i conti con i pasti veri e propri durante la settimana, ma fortunatamente l’Old Wild West accanto è spesso e volentieri una soluzione gradita.

 

2. Il collezionatore di carte

Si contrappone al ‘niubbo’. Vero esperto dei supermercati della propria zona, tanto da possedere ogni sorta di carta promozionale che invita allo sconto. Ogni cosa per lui è studiata: dalla lista della spesa (con conseguenti quantità specifiche da acquistare per ogni prodotto, ndr) al percorso meno impegnativo, fino al budget (massimo 2 sacchetti per ogni spesa perché altrimenti si sfora). Stiamo parlando del suo habitat naturale. Sacrifica ore di studio per regalarle in pasto suo hobby: la spesa al supermercato. Maestro.

 

3. L’amante del 50%

Si muove solo una volta a settimana: il mattino degli sconti. Occasione più unica che rara per riempire il frigorifero di cibi a scadenza rapida. Un reale cecchino dell’evento. Si destreggia tra la folla (solitamente pensionati alla ricerca del colpaccio a parametro zero stile Gallinari, ndr) come Neo in Matrix. Vede cose che gli studenti fuori sede normali non possono vedere. Unico difetto: la durata del cibo acquisito ha una durata media di un paio di giorni, poi è tutto da buttare… ma lui non demorde. Va in letargo 5 giorni per poi risvegliarsi ancora una volta il sabato mattina.

 

4. L’uomo birra

Classicone. Fedina penale pulita, fedina universitaria idem. Esami dati probabilmente zero, ma onestamente a lui poco importa. L’importante è avere sempre un paio di birre in frigorifero. Su 50€ di spesa totale, circa l’80% del budget è destinato all’alcool. Segue lo stile universitario di George Best: “Ho speso gran parte dei soldi in birre, vino e alcool. Il resto l’ho sperperato”. Non sfidatelo a “BirrErcole”.

 

5. Il “Mangio fuori”

La disorganizzazione è il suo mestiere. In realtà parte con le idee ben chiare: fare la spesa metodica per la settimana a venire. Il risultato però è disastroso: 1 scatoletta di tonno (amore incondizionato, ndr), 1 cassa d’acqua, 1 insalatina, 1 focaccia e poi… il delirio tra cianfrusaglie per la casa e un hamburger che ti ricorda quello mangiato da Old Wild West il giorno prima. Sperando di riassaporare lo stesso aroma, ma in fondo, alla fine, chissenefrega. Sai già che sarai destinato a pranzare e cenare sempre fuori… e sì, ti manca la mamma.

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