La creatività è contagiosa. Trasmettila. Albert Einstein

7 modi per convincere il tuo coinquilino a lavare i piatti
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7 modi per convincere il tuo coinquilino a lavare i piatti

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Una delle pratiche più odiate, di quelle che preferisci avere una conversazione con la morte, piuttosto che iniziare a fare; lavare i piatti è terribile, salvo per qualche strano essere vivente che apprezza farlo, quasi invidiabile. Ci sono però degli sgami utili, che non devono fare troppo il giro dell’ambiente universitario, perché infallibili e il tuo coinquilino non deve conoscerli. Questi sono sette modi pratici per avere la meglio e balzare il lavandino per l’ennesima volta.

piatti sporchi

Fingere un mal di stomaco lancinante, subito dopo aver mangiato e chiudersi in bagno per le successive tre ore

Metodo pluripremiato e acclamato dalla critica dei fancazzisti.
È riconosciuto a livello globale, ma scade se non utilizzato con parsimonia.
Occorre tenerlo buono nei giorni di più totale scazzo possibile, perché dopo le tre volte consecutive, con la stessa persona, risulta inefficace. La regola aurea vuole che la vittima non sia sempre la stessa, nel caso lo fosse è bene riproporlo a distanza di due o tre mesi.
Si abbina alle serate nelle quali il coinquilino cucina una specialità del proprio paese, momento di altissima vulnerabilità emotiva, che fornisce sensi di colpa necessari alla latitanza di diverse ore.

Rompere qualcuno dei suoi piatti e portarlo a non fidarsi di voi

Tra i puristi viene definito “Metodo alla bastarda” perché per poterlo attuare bisogna avere poca cura della cosa altrui, un bassissimo senso di colpa e una grandissima capacità di incassare o schivare pugni.
Si tenta per gradi: prima si lasciano cadere i bicchieri nel lavandino, maledicendo qualche divinità e facendo finta di essere i re della sbadataggine.
Se il semplice livello 1 non dovesse bastare, sarà necessario portarsi oltre, facendo scivolare a terra una o due scodelle di plastica. Questo procurerà un ricordo uditivo al vostro coinquilino, che inizierà ad allarmarsi.
Se i primi due tentativi, alla lunga, non dovessero riscuotere successo, bisognerà sacrificare uno dei propri piatti – lasciando intendere che il prossimo potrebbe essere il suo.
Come opera magna dovrete puntare alla sua tazza della colazione, toccata quella voi non vedrete il lavello per un qualche mese. Successo Assicurato.

Convincerlo all’acquisto di una lavastoviglie, mostrando i vostri calli alle mani, millantando una malattia rara

Ammettendo che non è un metodo applicabile da tutti, rimane comunque utilizzabile nel caso di piccole ferite – anche autoinflitte – ed escoriazioni. Procurarsele è molto semplice, basta andare in bicicletta per pochi minuti o saltare la corda per un paio di mattine consecutive; le più credibili sono quelle da sollevamento pesi e si possono procurare al momento: basta sollevare un qualsiasi mobile dal peso superiore ai 10 chili, tipo il comodino della vostra stanza, ed il gioco è fatto.
Presentatevi davanti al vostro coinquilino, dicendo che avete scoperto di avere una strana allergia, che vi procura quelle orribili piaghe, con aria dispiaciuta alludete alla lavastoviglie facendo intendere che paghereste gran parte della spesa. Sarà quella piccola parte di denaro che dovrebbe tirare fuori lui a farvi vincere. La presa sui coinquilini taccagni è efficacie al 100%.

Convincerlo di aver letto che lavare i piatti sia una pratica zen e che faccia molto bene allo spirito

Per quanto non sia un argomento apprezzato da tutti, la notizia salutista e con aria pseudoscientifica, attacca sulla gran parte della popolazione mondiale. Sfruttare questo escamotage è un trucco da ragazzi per il fancazzista professionista.
Come molti sapranno, le pratiche meditative fanno bene allo spirito ed al corpo, quindi è facile incappare nelle più disparate mode del momento; i giornali ne sono zeppi, le notizie vengono seguite da un trafiletto carico di paroloni scientifici e dal finale facile. Tutti sappiamo che lavare i piatti sia una pratica zen, perché rilassa il corpo, allena la mente e aumenta la percezione pseudotransitoria del sangue dal cervello al dentriolo, no?

Trovare un punto debole sul quale fare leva emotiva

Il nostro coinquilino avrà sbagliato qualcosa nel corso della convivenza: un calzino lasciato in giro, un piatto rotto, una pasta cucinata male.
Qualunque difetto possa aver avuto la sua permanenza nel vostro appartamento sarà lì ad aspettarlo.
Innescare sensi di colpa è la pratica principe di chi vuole scappare nella propria stanza, non potrete quindi tirarvene indietro. È da utilizzare in alternanza con la finta indigestione, non adatto a chi soffre di memoria a breve termine.

Persuaderlo promettendo di portarlo a cena fuori per il fine settimana

Per mettere in atto questo metodo bisogna avere soldi da parte o la capacità di promettere il falso. Dato che vogliamo credere in una società migliore e ben educata, ci rivolgiamo ai primi.
Con aria disillusa basterà guardare il coinquilino e proporre lo scambio alla pari, funziona il più delle volte. Soprattutto se lui non si ricorda che il prossimo fine settimana non ci sarà e voi avete controllato apposta il calendario appeso in cucina. E poi invece di portalo a fuori a cena preparate una cena con la spesa fatta grazie al concorso di Eurospin!

Buttarsi a terra fingendo di essere un tonno appena pescato.

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