Gli 8 tipi di persone fastidiose che incontri sui mezzi pubblici
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Gli 8 tipi di persone fastidiose che incontri sui mezzi pubblici

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Sui mezzi pubblici è facile incontrare dei soggetti più o meno particolari, ed ecco a te una lista di quelli sicuramente più gettonati!

tipi persone sui mezzi pubblici

Si sa, i mezzi pubblici sono una delle più grandi comodità che le grandi città hanno da offrirci, soprattutto quando funzionano bene e senza intoppi. Ma è anche vero che a volte, quella che dovrebbe essere una comodità, si rivela una vera e propria macchina perfettamente progettata per mandarti fuori di testa. Il motivo molto spesso sono le persone che incontri. Da colui che cola di sudore peggio all’autista stronzo. Passando per il ‘trasgressivo’.

Ecco a te una lista degli 8 tipi di passeggeri che hai incontrato almeno una volta nella tua vita:


Il sudato

Questo è il tipico ragazzo adolescente che, dopo essersi dato allo sport, ha la brillante idea di salire sul tuo stesso autobus e per via del fatto che quest’ultimo sia pieno a tappo, il nostro “sudato” si piazzerà proprio di fianco a te che nel frattempo stai pensando a come uscirne illeso. In quel momento hai solamente due possibilità: la prima è quella di trattenere il fiato per le restanti otto fermate che ti separano dalla tua meta, altrimenti ti arrendi e ti lasci vincere dalla nauseabonda puzza di sudore. L’unica cosa positiva di tutto ciò, è data dal fatto che, una volta sceso dal mezzo, amerai ogni singolo odore che non sia sudore. Anche l’odore di ‘scipola’ del kebabbaro amico.


L’inquietante

Sei appena salito sul tram dove non c’è nessun passeggero, quindi ti appresti a sederti nel posto che più preferisci, le porte stanno per chiudersi… ma ad un tratto si riaprono. Sale lui, un uomo sulla cinquantina che ringrazia l’autista per averlo fatto salire nonostante la partenza imminente… e allora si appresta a prendere posto a sedere. Si avvicina, ti fissa e ti chiede “È occupato?” indicando il sedile proprio di fianco al tuo.

Tu in quel momento non sai se ti stia prendendo in giro o meno. Tutto quello che vorresti rispondergli è “Ci sono altri trentuno posti liberi, per quale assurdo motivo devi sederti proprio di fianco a me?! Vai ad importunare qualcun altro!” ma in realtà quel qualcun’altro non esiste. Sei solo. Come una gazzella in mezzo alla steppa. Ed il Leone dietro di te. L’inquietante ha scelto te. Sei fottuto. E sarai costretto ad un viaggio spalla a spalla con lui… che ti racconterà i suoi ultimi anni di vita, tra TSO (Trattamenti Sanitari Obbligatori) e sedute psicoanalitiche. Se non ci vediamo più, in bocca al lupo.


L’immigrato centralinista

Hai appena terminato le lezioni, sei mentalmente distrutto e la testa sembra scoppiare. Ti appresti a prendere l’autobus che ti riporterà a casa. Sali sul mezzo e “Alleluia” c’è un posto libero! Vai, ti siedi, ti prepari ai trenta minuti di tragitto che ti separano da casa e cerchi di rilassarti un po’. Problema: accanto a te comincia a squillare un cellulare. E’ quella di Abdella Kongodobia. Nigeriana. 95 Kg. Un sedere importante. Probabilmente mamma di 13 figli.

Il risultato è scontato: comincia ad urlare parole incomprensibili, sputacchiando qua e là. Sembra arrabbiata, ma in realtà non puoi capire nemmeno una parola. E’ il loro modo di interagire. Probabilmente chi urla di più vince. Intanto il viaggio di ritorno è completamente rovinato.


Il “trasgressivo”

Occhiali da sole, cuffione alle orecchie più grandi della sua stessa testa, New Era tarocco, collana tamarra rubata alla nonna e si sale a “comandare” sul bus. Questo tipico ragazzo è solito atteggiarsi come se fosse la star del ghetto, e da vera star del ghetto occupa giustamente due posti sul bus, uno per sé e l’altro per i suoi piedi. Già, perché al nostro amico “anticonformista” piace fare brutto, e la cosa che più si avvicina al “violare le regole” è proprio quella di occupare un posto a sedere in più. Ovviamente, se gli chiederai “Scusa, potresti spostare i piedi? Vorrei sedermi” lui ti guarderà come se gli avessi insultato la madre, ma tranquillo, è tutta scena, il nostro piccolo 50Cents ti lascerà il posto che prima era riservato ai suoi piedi Al massimo vi lancerà solamente qualche altra occhiataccia, ma niente di che.


I vecchietti

Sono l’incubo di qualsiasi studente stremato da una giornata passata a seguire le lezioni in piedi a causa dell’aula strapiena. Tutto ciò di cui avresti bisogno è un posto a sedere sul mezzo che deve riportarti a casa. Ma poi salgono loro, (si muovono quasi sempre in branco) i vecchietti! Ed una volta saliti puntano te ed il posto a sedere su cui hai poggiato le tue esauste membra studentesche. Alla fine non rimane altra scelta che porre, a malincuore, la domanda retorica per eccellenza: “Vuole sedersi?”.


L’autista stronzo

Non è uno dei passeggeri, ma senza dubbio si rivelerà il diavolo in persona, perché? Perché nel giorno dell’esame più importante, quello per cui hai studiato mesi interi, lui farà di tutto per farti arrivare in ritardo. Non si sa per quale assurdo motivo ma quel giorno la sua nuova ragion di vivere sarà quella di beccare tutti i semafori rossi del percorso o addirittura la crème de la créme si inventerà un’assurda deviazione che si rivelerà solamente un allungamento del percorso. Soluzione? Taxi o mezzi veloci alternativi!


La coppietta sdolcinata

Eccoli che salgono, mano nella mano, parlano tra loro come fanno gli adulti quando parlano ad un neonato. Lui ha il nome di lei tatuato sull’avambraccio e viceversa. Alternano frasi così sdolcinate da causarti un diabete istantaneo a slinguazzate selvagge che hai visto solo in pochi film o in qualche puntata di Dawson’s Creek ed ovviamente non possono mancare i classici selfies da postare sui social per fare vedere quanto si amano. Ed è in quel momento che pensi che forse essere single non è poi così tanto male.


Il violinista

La scena è questa: tu sei tranquillamente seduto sul tram e cerchi di far passare il tempo del viaggio ascoltando un po’ di musica mettendo su le tue cuffiette. Poi però cominci a sentire delle sviolinate fuori ritmo… non le ricordavi nelle canzoni. Allora alzi lo sguardo e vedi che, come avevi intuito, non era Eminem a suonare il violino nella canzone My name is, bensì è il classico violinista da mezzi pubblici che dopo averti obbligato ad ascoltare la sua musica, ti costringe con lo sguardo a lasciargli una mancia!

Insomma, bravo è bravo, ma quello che ti chiedi è per quale motivo tu debba essere obbligato ad ascoltare qualcosa di cui vorresti farne volentieri a meno, ma in fondo, il bello dei mezzi pubblici è anche questo.


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Luca D'Agostino
Il tipico universitario fuori sede 20enne che ama nerdeggiare (a modo suo) di qua e di là. Non ama troppo gli stereotipi e se c'è qualcosa che piace a tutti, a lui deve stare obbligatoriamente sul c...
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